Il binge watching su Netflix potrebbe essere al capolinea

Il binge watching su Netflix potrebbe essere al capolinea
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

La perdita di utenti di Netflix sta incominciando a far tremare alcuni dei pilastri del gigante dello streaming. Come recitava un vecchio detto, ripreso da un famoso film di 007, "Mai dire mai", e questo si può applicare in maniera egregia proprio all'azienda, che prima ha rivisto la sua politica di non mandare mai in onda pubblicità (oltre a una serie di iniziative per contrastare la condivisione degli account) e ora starebbe persino pensando di abbandonare il suo modello basato sul binge watching

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Per chi non lo sapesse, il binge watching è descritto dalla stessa Netflix: Per binge si intende completare almeno una stagione di una serie entro 7 giorni da quando si è iniziata la visione.". Quando Netflix ha introdotto il suo servizio, ha deciso di rilasciare le serie non a cadenze settimanali come gli altri servizi (ad esempio Disney+), ma tutte in una volta, in modo che gli utenti potessero vederle a loro piacimento.

L'esempio più evidente è stato il rilascio di Stranger Things 4 il 27 maggio. Il Volume 1, 7 episodi, 9 ore tutto in una volta, ha battuto ogni record di sempre con quasi 287 milioni di ore guardate. L'idea di Netflix è sempre stata quella di far "abbuffare la gente", come afferma Robert Thompson, professore alla Syracuse University ed esperto di cultura pop, e far parlare di sé. Ma ora le cose sarebbero cambiate e persino il modello che ha decretato il successo dell'azienda sarebbe in discussione.

Qual è il modello migliore: abbuffata o a puntate?

Netflix infatti ha negli anni abbandonato contenuti "storici" in licenza come "The Office" o "Friends" che facevano tornare gli abbonati, per concentrarsi su produzioni proprie. E mentre tutte le altre piattaforme (Disney+, HBO Max e Hulu) tengono incollati i propri utenti settimana dopo settimana, facendo uscire gli episodi a intervalli, su Netflix, gli utenti tengono l'abbonamento per tre-sei mesi finché non si abbuffano di serie, e poi mollano il servizio finché non arrivano novità importanti.

A questo punto la società si è accorta che qualcosa non andava per il verso giusto e ha provato modelli intermedi, iniziando a dividere le stagioni a metà o in parti per distribuirle. La quarta e ultima stagione di "Ozark" è stata suddivisa in due, così come l'ultima stagione di "Stranger Things". Gli ultimi due episodi della quarta stagione di "Stranger Things", incluso il finale di 2,5 ore, inizieranno infatti in streaming il 1° luglio.

Stranger Things 4 vol 1 trailer finale

Stranger Things 4 vol 1 trailer finale

Secondo il co-amministratore delegato dell'azienda, Ted Sarandos, queste soluzioni erano legate al Covid, ma in ogni caso Netflix ha scoperto che gli utenti hanno apprezzato e potrebbe riproporre il sistema anche in futuro. Secondo Michael Pachter, analista di Wedbush, non c'è niente di male se Netflix prendesse spunto anche dai concorrenti. 

E qui sorge il dilemma: scaglionare le serie, quindi fine del binge watching, o mantenere il modello per differenziarsi dagli altri e però pubblicare molti più contenuti per non perdere mai spettatori? Come detto sopra, Netflix ha abbandonato (o sta abbandonando) molte serie storiche, come "Parks and Recreation", "Schitt's Creek", "Mad Men", "Criminal Minds" e "New Girl", e mentre "Breaking Bad", "Grey's Anatomy", "NCIS" e "Supernatural" sono ancora in onda, l'azienda è più impegnata sulle proprie produzioni ("Squid Game" e "Love is Blind" per esempio).

Gli esperti si dividono su quello che dovrebbe fare la compagnia. Secondo Csathy di Creative, Netflix dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di franchise o sull'acquisto dei diritti di franchise già stabiliti, sul modello "less is more", mentre Dan Rayburn, analista di media e streaming, pensa che il settore dello streaming continui a provare nuovi modelli, e Netflix intanto manterrà le cosiddette "abbuffate". 

Alla fine della storia, secondo Thompson, tutti i servizi di streaming prima o poi diventano bingeable, ma è il modo in cui vengono presentati per la prima volta al pubblico che viene controllato dalle compagnie, e quindi genera i maggiori profitti. E Netflix che dice? Per il momento tace, rimuginando sul da farsi. 

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