Cos’è Picard senza aver mai visto prima Star Trek?

Giuseppe Tripodi -

Nonostante abbia bazzicato sempre ambienti nerd, sono arrivato alla veneranda età di 29 anni senza aver mai visto Star Trek. Nulla: né film, né serie originale, né Next Generation. Niente di niente. Intendiamoci: non lo considero certo un vanto, conosco bene l’importanza che l’universo di Gene Roddenberry ha avuto per tutta la fantascienza: semplicemente non ho mai avuto occasione di iniziare a seguire la saga e non me ne sono mai interessato particolarmente.

Per questo motivo, quando è arrivato l’invito all’anteprima di Star Trek: Picard, mi sono sentito quasi in colpa. Io, che l’unica cosa che conosco di Star Trek sono i meme, dovrei andare a vedere in anteprima la nuovissima serie, mentre lì fuori ci sono ondate di appassionati che si trapperebbero le vesti per essere al mio posto?

Ma questi sono i privilegi di fare questo lavoro, quindi ovviamente ho accettato l’invito: mi spiace per gli appassionati in ascolto.

Sono arrivato al Cinema Anteo con zero pregiudizi e zero aspettative: mentre intorno a me c’erano alcuni giornalisti che trasudavano emozione e commentavano la fine di The Next Generation, io leggevo pacatamente il mio libro, completamene ignaro di quel che mi aspettava.

Non avere aspettative può essere un vantaggio, quando si parla di saghe così importanti. Ci sarano fan che odieranno Picard perché non è quel che si aspettavano: io non ho nemmeno gli strumenti per dire se quel che ho visto sia all’altezza della storia di Star Trek.

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Per questo motivo, ho deciso che per questo articolo eviterò qualsiasi accenno alla trama e mi limiterò a scrivere le impressioni suscitate dalla visione dei primi due episodi.

La prima cosa che ho pensato è che si tratta di un’opera che andrebbe vista tutta al cinema: dal punto di vista estetico, è semplicemente spettacolare. E non parlo solo delle galassie e dello spazio, che sono una vera gioia per gli occhi, ma anche di abientazioni tendenzialmente meno suggestive: ci sono alcune immagini davvero splendide del vigneto di Picard, per non parlare di tutti i particolari che si intravedono nelle riprese dall’alto della sede della Flotta Stellare, che contribuiscono benissimo a definire l’immaginario intorno a questa istituzione.

D’altra parte, guardando Picard mi è sembrato che ogni dettaglio avesse qualcosa da dire: per chi, come me, non ha mai visto Star Trek, tutto è nuovo. Mi sono seduto in sala senza saper niente di androidi e romulani, senza neanche aver idea chi fossero i buoni e chi i cattivi. Ma, nonostante questo, quando ho terminato la visione mi sentivo immerso e partecipe nel mondo di Star Trek. Tramite alcuni interessanti escamotage narrativi, lo spettatore neofita scopre cenni della storia di Picard, del suo rapporto con Data e di tutti i dettagli necessari per comprendere la trama. Ma il tutto avviene in modo quasi invisibile, senza uno spiegone: solo tanti piccoli elementi, un puzzle da ricostruire per avere una visione d’insieme.

In tal senso, entrare nell’universo di Star Trek è stato fantastico: come ogni volta che mi immergo in un nuovo universo narrativo, ho trovato particolarmente emozionante scoprire le diverse razze e le abitudini, percepire la gli anni di storia trascorsa tramite accenni e brevi riferimenti. A tal proposito, Picard mi è parso anche ben scritto: ci sono po’ di battute che ho trovato eccessivamente retoriche e un po’ forzate, ma la maggior parte dei dialoghi funziona bene, è credibile. Neanche a dirlo, l’interpretazione di Sir Patrick Stewart è semplicemente ottima, basterebbe lui per reggere l’intera serie, ma anche il resto del cast si difende deicsamente bene (molto brava Alison Pill!).

E insomma, credo proprio che continuerò a guardere di Star Trek: Picard su Prime Video: ricordiamo che la prima puntata esce domani, 24 gennaio.

Non ho idea se reggerà il confronto con le serie passate: ad esempio, ho letto un po’ di critiche rispetto un apparente “stravolgimento” della Federazione che mi sembrano sensate, ma per me sarà un’occasione per dare uno sguardo ad un mondo che finora avevo colpevolmente ignorato. Da quel che ho potuto vedere finora, la produzione è altissima e il risultato è assolutamente godibile anche da chi non si era mai avvicinato alla saga.