Il mercato dei servizi di streaming musicale è in ottima salute e il suo re non è in discussione

Edoardo Carlo Ceretti L'indagine di Counterpoint segnala una buona crescita nel 2019 e l'attuale emergenza sanitaria spingerà i numeri anche per quest'anno.

Sempre più settori dell’intrattenimento domestico (e non) stanno sposando la causa del cloud e dello streaming on demand. Netflix & Co. sono ormai realtà più che affermate, Google Stadia guida la rivoluzione del cloud gaming, ma il vero settore pioniere è quello dello streaming musicale, che continua a procedere a gonfie vele, come confermato dalle ultime rilevazioni di Counterpoint Research.

Nel corso del 2019, il mercato dello streaming musicale ha fatto registrare una crescita complessiva del 32%, mostrando ancora ampi margini di miglioramento. Il re indiscusso (35% delle quote di mercato) rimane il servizio a cui tutti pensiamo quando si parla di musica in streaming, ovvero Spotify, che è cresciuto del 23% rispetto all’anno precedente. A debita distanza troviamo Apple Music (19%), che fa registrare il maggiore tasso di crescita del lotto: +36%.

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Il terzo gradino del podio è occupato da Amazon Music (15%), mentre YouTube Music è più attardato (6%), sopravanzato anche da Tencent Music (11%), uno dei servizi più diffusi in Cina.

Secondo le previsioni, questo andamento positivo continuerà anche nel 2020, sospinto da questo periodo di quarantena, durante il quale gli utenti hanno più tempo libero, da dedicare in parte anche allo streaming musicale. Tuttavia, proprio a causa delle preoccupazioni dovute all’emergenza sanitaria, l’ascolto di radio e podcast sull’argomento dovrebbe sopravanzare l’ascolto di canzoni, in questi primi mesi dell’anno. Infine, quest’anno il numero di utenti a pagamento dei servizi dovrebbe superare i 450 milioni.

Via: GSM ArenaFonte: Counterpoint Research