Gli abbonati a Spotify aumentano, ma per l’azienda continuano le perdite

Filippo Morgante

Il noto servizio di streaming musicale Spotify ha recentemente rivelato i numeri relativi ai suoi guadagni nel rapporto per il Q4 2020. Gli abbonati a pagamento al servizio hanno raggiunto i 155 milioni alla fine dello scorso anno, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Nonostante questo dato positivo, i conti dell’azienda continuano ad essere in perdita, e dubitiamo fortemente che la recente scelta di aumentare il prezzo dell’abbonamento a Spotify Premium Family aiuterà a risolvere la situazione.

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Il totale degli utenti attivi mensilmente su Spotify, includendo quindi anche gli account gratuiti, ha raggiunto invece i 345 milioni, aumentando così del 27% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il WSJ nota che l’azienda sta ancora perdendo denaro e il motivo principale risiede nel fatto che la crescita della sua base di abbonati è stata raggiunta solo da un mix di prove gratuite e piani scontati nei mercati sviluppati, insieme a sottoscrizioni a basso costo nei paesi in via di sviluppo come l’India.

“La società ha registrato una perdita di 125 milioni di euro (66 centesimi di euro per azione) rispetto ai 209 milioni di euro (1,14 euro per azione) dell’anno precedente. I dirigenti hanno detto che continueranno a dare priorità alla crescita, attirando nuovi abbonati e investendo sui podcast.”

WSJ

Le entrate derivanti da abbonamenti sono aumentate del 15% rispetto all’anno precedente, arrivando 1,89 miliardi di euro. Le entrate pubblicitarie si sono fermate invece a 281 milioni di euro, rappresentando solamente il 13% delle entrate totali. Il modello di business di Spotify rimane complicato, dal momento che la stragrande maggioranza delle entrate derivanti dagli abbonamenti finiscono nelle tasche delle etichette discografiche. Spotify sta cercando soluzioni che permettano di mantenere al proprio interno una quota maggiore di entrate. Queste potrebbero essere rappresentate da podcast e audiolibri.

Via: 9to5mac
  • berserksgangr

    Magari Spotify potrebbe farsi la propria etichetta discografica?!

  • herinanth

    sempre più musica di scarsissima qualità e le etichette discografiche che non sono mai state così ricche, che il problema sia sempre lo stesso, ovvero mettere un freno a chi specula sulla musica e agli artisti troppo ricchi ma senza arte ne parte?

  • gianni

    Magari potrebbe finalmente aumentare la qualita’ in HI-RES ed aumentare anche il prezzo a 15 euro come Amazon UHD.