Kaleidoscope, il progetto di Google per riunire le piattaforme streaming in un sola soluzione (foto)

Federica Papagni -

Sembrerebbe che uno dei calderoni che Google ha attualmente sul fuoco abbia come ingrediente principale una nuova funzionalità propria di Google Chrome, finalizzata a riunire in una sola pagina i contenuti delle varie piattaforme streaming in circolazione. Il nome che è stato scelto per definirla è “Chrome Kaleidoscope” e nonostante sia accessibile per chi utilizza Canary attraverso l’indirizzo chrome://kaleidoscope/, al momento non sembra funzionante.

A scovare per primi questa novità sono stati i colleghi di ChromeStory, che prima di essere reindirizzati alla pagina di avviso che riportava il messaggio “Chrome Kaleidoscope non è attualmente disponibile per il tuo account. Se sei un Googler, visita /kaleidoscope-not-available per ulteriori informazioni“, erano riusciti ad accedere a due pagine e ne hanno diffuso gli screenshot presenti nella galleria in basso.

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La prima sembrerebbe una schermata iniziale in cui è possibile selezionare le piattaforme streaming a cui l’utente è abbonato, come Netflix, Prime Video e Disney+ (già presenti nella lista). In seguito alla selezione dei servizi desiderati la seconda pagina fa il suo ingresso, che al di là del “Continua a guardare su tutti i tuoi dispositivi” non presenta nient’altro. È ipotizzabile che in questa pagina verranno elencati i contenuti delle piattaforme selezionate nella pagina precedente.

A ciò si aggiunge la possibilità che questa funzione possa anche integrare acquisti e noleggio dei contenuti, il che significa che anche piattaforme come YouTube o Google Play Movies potranno entrare a far parte del gioco.

Questo portale unificato potrebbe essere molto utile soprattutto per coloro che sono iscritti a più servizi contemporaneamente, perché significherebbe per loro poter visualizzare in un’unica soluzione tutti i contenuti che potrebbero guardare senza dover passare da un’app all’altra. Tuttavia, non sono disponibili ulteriori dettagli sulla funzione né tanto meno sulle tempistiche circa il rilascio, perciò non possiamo che aspettare nuovi progressi.

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Via: 9to5Google