Se la pirateria sta passando di moda è merito di Netflix & co., ma un mercato frammentato si espone a nuovi rischi (foto)

Roberto Artigiani -

I dati che emergono da una nuova ricerca effettuata dallo studio Ampere mostrano che il fenomeno della pirateria online è in netto cal in diversi paesi occidentali. Per moltissime persone infatti lo streaming illegali di film e serie è stato il primo modo di visione di contenuti on-demand. Poter vedere quello che si voleva quando si voleva era possibile solo affidandosi a servizi e siti illegittimi.

Poi è arrivato Netflix e insieme ad esso tutta una serie di soggetti come Amazon Prime Video, Infinity, NowTV, ecc. che hanno messo a disposizione di chiunque un vasto catalogo ricco di titoli appetibili a prezzi accessibili. In questo senso il grafico riportato a fine articolo parla chiaro, nel triennio 2016-2019 la percentuale di persone che ha guardato un film/serie nel mese precedente è calato in tutti i Paesi oggetto della ricerca.

Le diminuzioni più marcate sono avvenute in Francia, Olanda, USA e Spagna, ma anche in Italia si è passati dal 7% al 5%. Il collegamento con l’arrivo delle piattaforme di streaming è evidente. La crescita di servizi “all-you-can-eat” in ambito audiovideo ha spinto molte persone ad abbandonare i pirati dell’on-demand.

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La notizia appare estremamente positiva per le aziende del settore, tuttavia la ricerca porta anche un avviso: con il moltiplicarsi degli attori e la conseguente frammentazione dell’offerta gli spettatori potrebbero tornare a rivolgersi altrove per poter vedere quello che cercano. L’aumentare di esclusive poi spinge ancora di più in questa direzione, dal momento che la maggior parte delle persone ha a un budget limitato per questo tipo di intrattenimento.

Un’altra ricerca, compiuta dalla società specializzata in pirateria online MUSO, non a caso segnala che l’80% dei consumatori inglesi già pensa che la sua spesa mensile per lo streaming è troppo alta. Più della metà poi hanno dichiarato che molto probabilmente userebbero piattaforme illegali per trovare quello che cercano. Insomma il pubblico è disposto a pagare, purché non ci vogliano troppi “biglietti” per accedere alla visione.

Via: Torrent Freak