L’avventura di Quibi finisce a soli sei mesi dal suo inizio

Federica Papagni - Due giorni fa la sua app era sbarcata su Apple TV, Android Tv e Fire TV

Lo scorso aprile nel variegato e affollato panorama dello streaming faceva la sua entrata Quibi, un servizio nato e pensato in maniera diversa rispetto ai canonici Netflix, Prime Video o Disney+, sia per via del tipo di contenuti proposti sia per il tipo di dispositivi su cui è possibile utilizzarla, ossia solo gli smartphone. Lo stesso nome scelto suggerisce quale possa essere l’idea alla base della tipologia di show da rilasciare su questa piattaforma e soprattutto gli utenti verso cui sono indirizzati. Infatti, il termine Quibi rimanda a Quick Bites (“bocconi veloci“) e gli spettacoli in questione dovevano essere di breve durata (episodi di massimo 10 minuti) indirizzati verso quella fetta di utenti sempre in movimento, che desiderano godersi qualcosa di rapido nel breve tempo che hanno a disposizione.

Un’iniziativa alquanto originale e ambiziosa, ma che non ha riscontrato il successo sperato. Ora a soli sei mesi dai suoi primi passi il servizio di streaming video in forma abbreviata infatti verrà chiuso. Nel corso della giornata di ieri il suo co-fondatore Jeffrey Katzenberg, lo stesso che ha partecipato alla fondazione della casa di produzione DreamWorks, ha comunicato a tutti gli investitori la sua scelta, come anche ai suoi 200 dipendenti.

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Stando al rapporto del Wall Street Journal, l’azienda, nel tentativo di applicare una manovra di salvataggio, ha assunto nelle settimane passate una società specializzata per “valutare le sue opzioni”, tra cui figurava l’eventuale chiusura. Infatti, solo due giorni fa Quibi aveva lanciato la sua app anche su Apple TVAndroid TV Fire TV (già a maggio aveva esteso il supporto a AirPlay e Chromecast) cercando così ancora una volta di attirare l’attenzione di eventuali nuovi utenti, ma anche di non lasciarsi sfuggire i suoi già abbonati. Purtroppo, queste modifiche sono arrivate troppo tardi.

Con la sua dipartita ci si chiede che fine faranno tutti i suoi contenuti, se verranno o meno inglobati in altri servizi. Secondo lo stato attuale delle cose rispondere è molto difficile, così come lo è cercare di trovare le cause di tale avvenimento. Certamente, il fatto che la società abbia iniziato a rivolgere l’occhio verso il supporto su altri dispositivi deve farci intendere quanto il progetto di “mobile only” non aveva portato i frutti sperati. Poi con la mobilità venuta sempre più meno a causa dell’emergenza sanitaria il servizio si è visto mancare anche l’originale fetta di pubblico per il quale era stato pensato.

Via: The Verge , 9to5Mac
  • .Dave.85.

    Io non sapevo nemmeno della sua esistenza!!