La musica in streaming fa più soldi dei dischi e dei download digitali, anche in Italia

Vezio Ceniccola

I milioni di utenti abbonati a servizi come Spotify, Apple Music, Deezer, Tidal o altro ancora avevano già dato chiari segnali sulla direzione del mercato musicale negli ultimi anni: l’era dei dischi fisici e degli album in download digitale sta tramontando, la musica si ascolta sempre più in streaming. A confermarcelo arriva il nuovo Global Music Report 2018 di IFPI, che ha fornito i dati necessari che segnano una svolta storica: le piattaforme di streaming sono diventate la principale fonte di entrate per il mercato musicale.

Un mercato che continua a crescere, come già nei due anni precedenti, arrivando al terzo anno consecutivo di salita dopo ben 15 anni di calo. Nel 2017 si è registrato un aumento dell’8,1%, con rivavi totali attestati sui 17,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Come detto, il merito va dato principalmente allo streaming, in crescita del 41,1% su base annuale, che è riuscito a compensare le perdite dovute al mercato fisico (-5,4%) e a quello dei download digitali (-20,5%).

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La situazione è la stessa anche se ci concentriamo sul mercato italiano: anche da noi lo straming ha superato il mercato fisico, con ottimi risultati sia per lo scorso anno che per i primi mesi del 2018. In particolare, nel primo trimeste del nuovo anno la crescita della musica in streaming è stata del 67,5%, fattore trainante per tutto il settore.

E voi fate parte di questa enorme schiera di ascoltatori digitali o siete ancora attaccati al vinile e ai dischi fisici? Fatecelo sapere nei commenti!

Via: Corriere Comunicazioni