Netflix presenta Inventing Anna, la nuova serie targata Shondaland

In attesa della seconda stagione di Bridgerton, questo NON è Bridgerton
Netflix presenta Inventing Anna, la nuova serie targata Shondaland
Nicola Ligas
Nicola Ligas

Inventing Anna sarà disponibile in Italia e negli altri paesi in cui è presente Netflix dall'11 febbraio 2022, ma il fatto che sia una serie firmata da Shonda Rimes non deve farvi pensare a Grey's Anatomy o Bridgerton, perché qui siamo di fronte a qualcosa di diverso.

Composta da 10 episodi della durata di 60 minuti, Inventing Anna si basa su una storia vera, quella di Anna Delvey, che a New York si finse una ereditiera venuta dalla Germania e raccolese un grande seguito su Instagram, riuscendo ad entrare nell'alta società newyorkese semplicemente mentendo. Se foste curiosi della sua storia, potete leggere la ricostruzione de Il Post per farvi un'idea. 

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Il cast principale è formato da Anna Chlumsky (Veep - Vicepresidente incompetente) nel ruolo della giornalista Vivian, Julia Garner (OzarkDirty John) in quello di Anna Delvey, che dà il nome alla serie, mentre Katie Lowes (Scandal) è Rachel, una follower di Anna disposta a tutto; Laverne Cox (Orange Is the New Black) interpreta Kacy Duke, manager di celebrities e life coach risucchiata dal vortice di Anna, e Alexis Floyd (The Bold Type) è Neff, un'aspirante regista.

Sinossi

Inventing Anna è la storia di Vivian, una giornalista che indaga sul caso di Anna Delvey, leggendaria erede tedesca di Instagram che, oltre a rubare i cuori dei protagonisti della scena sociale di New York, ruba anche i loro soldi. Anna è la più grande truffatrice di New York o è semplicemente il nuovo ritratto del sogno americano? In attesa del processo a suo carico, l'erede forma un oscuro e divertente legame di amore e odio con Vivian, che sfida il tempo per risolvere il più grande mistero che affligge New York: chi è davvero Anna Delvey? La serie si ispira all'articolo di Jessica Pressler, anche produttrice dello show, How Anna Delvey Tricked New York's Party People, pubblicato sul New York Magazine.

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