Netflix riesce a fare l’impossibile? Aumenta la qualità diminuendo il bitrate richiesto, anche in 4K (foto)

Vincenzo Ronca

Netflix ha appena introdotto un’interessante novità per la qualità dei video dei contenuti che propone sulla sua nota piattaforma di streaming, la quale riguarda in particolare i contenuti a risoluzione 4K.

Netflix ha mostrato come riesce a fare quello che sembrerebbe impossibile: aumentare la qualità dei video restringendo il bitrate richiesto, ovvero la banda internet necessaria per accedere a quella tipologia di contenuto. Non si tratta di magia ma di ottimizzazione. Netflix ha infatti mostrato come riesce a raggiungere il risultato che va tutto a vantaggio dei suoi abbonati, i quali potranno accedere a contenuti di qualità più alta con una banda addirittura meno ampia.

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Il primo concetto alla base di questo processo di ottimizzazione è l’encoding del contenuto video frame dopo frame: questo permette un encoding molto più specifico e permette un impacchettamento dei dati, quelli necessari a mostrare sul video il contenuto, meno esoso e dunque più semplice da “traportare” in rete.

Il secondo concetto alla base dell’ottimizzazione presentata da Netflix troviamo la dinamica ottimizzazione del bitrate associato al video: questo non viene più gestito a step predefiniti, che in precedenza corrispondevano ai valori di 8, 10, 12 e 16 Mbit/s, ma in base alla tipologia di flusso video. Ad esempio, nel caso di un video non particolarmente dinamico il bitrate richiesto sarà più basso a parità di risoluzione rispetto a un contenuto molto dinamico.

L’ottimizzazione presentata da Netflix si traduce dunque in una maggiore qualità video con un bitrate spesso minore rispetto alle tecniche usate in precedenza: per qualità video intendiamo quello che soggettivamente il nostro occhio percepisce osservando il contenuto. L’esempio presente qui sotto mostra come la tecnica ottimizzata offra una qualità migliore, a parità di risoluzione, pur necessitando di un bitrate più basso.

Un ulteriore esempio dell’efficienza della novità presentata da Netflix lo osservate qui sotto, dove viene posto in evidenza il maggiore livello di dettaglio:

Il colosso dello streaming ha annunciato la disponibilità della tecnica per i contenuti 4K, quelli a risoluzione 3.840 x 2.160 pixel, per i quali è già disponibile sulla piattaforma di streaming.

Netflix ha elaborato una metrica apposita per quantificare l’efficienza della tecnica appena presentata, denominata Video Multi-method Assessment Fusion (VMAF), per la quale potete vedere i diversi andamenti in base alla tipologia di contenuto sul quale viene applicata, gli esempi sono raccolti nella galleria qui in basso. Per maggiori dettagli sulla tecnica vi suggeriamo di leggere il post completo pubblicato da Netflix.

Via: Dday.itFonte: Netflix
  • Okazuma

    Ottima notizia

  • Andrea__93

    La codifica con bitrate variabile (VBR) è sempre esistita però. E se imponi un bitrate massimo piu basso, la qualità di ogni singolo frame sarà comunque piu bassa a parità di algoritmo usato per la compressione (h264, h265..)