Popcorn Time rinasce dalle sue ceneri, ma potrebbe fare la stessa fine della scorsa volta

Popcorn Time rinasce dalle sue ceneri, ma potrebbe fare la stessa fine della scorsa volta
Giovanni Bortolan
Giovanni Bortolan

Partiamo da un presupposto: la pirateria è, oltre che illegale, immorale. Non è difficile, al giorno d'oggi, riuscire ad accedere ad un determinato prodotto o servizio normalmente a pagamento in maniera gratuita, e negli anni si sono visti susseguire numerosi portali o programmi che permettevano di fare ciò. Uno dei più famosi, prima che venisse giustamente tagliato fuori, era Popcorn Time.

O meglio dire è, dato che da poco tempo a questa parte il servizio sembra essere tornato attivo.

In sostanza Popcorn Time svolge un ruolo di semplificazione di ricerca e riproduzione di un contenuto video (molto spesso in simultanea con le relative proiezioni in sala). La differenza cruciale con gli altri portali e siti è che questo elimina la maggior parte dei link maligni o player finti che richiedono carte di credito, tanto da "guadagnarsi" il titolo del "Netflix dei contenuti pirata".

Malgrado l'esperienza utente architettata da Popcorn Time possa sembrare del tutto simile a quella di un normale sito di streaming legale, il funzionamento di base rimane basato sulle meccaniche dei torrent, rendendolo, di fatto, illegale.

Questo è il motivo per cui anni fa (e francemente non ci aspettiamo un esito diverso questa volta) il servizio fu chiuso in numerosi stati e molti dei relativi indirizzi IP vennero bloccati.

Via: The Verge

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