Generazione 56K: abbiamo visto la nuova serie Netflix in collaborazione con i the JackaL

E non è affatto malvagia!
Generazione 56K: abbiamo visto la nuova serie Netflix in collaborazione con i the JackaL
Lorenzo Delli
Lorenzo Delli

Una doverosa premessa: non sono esattamente un fan delle produzioni italiane. È un mio limite, lo riconosco. Un limite che stava per influenzare anche la visione di Generazione 56K, la nuova serie originale Netflix tutta italiana prodotta da Cattleya e realizzata in collaborazione con i the JackaL. E non era certo la presenza dei the JackaL a spaventarmi, anzi. Il gruppo comico nato a Napoli si è da sempre contraddistinto non solo per la sua comicità, basata sulle cose semplici della vita, ma anche per la qualità dei suoi contenuti, a livello registico, fotografico e, perché no, anche recitativo.

Mi sono però dovuto ricredere sin dai primi minuti di Generazione 56K, una mini-serie a cui probabilmente dovreste dedicargli parte del vostro tempo che ho avuto modo di vedere in anteprima grazie a Netflix. Poco tempo, per la verità, visto che si tratta appunto di una serie antologica suddivisa in 8 episodi della durata di 30 minuti ciascuno (circa). L'influsso dei the JackaL non si vede solo, si fa per dire, per la presenza di Gianluca Fru e di Fabio Balsamo, entrambi in ruoli comprimari.

L'idea della serie nasce dalla mente di Francesco Capaldo, in arte Francesco Ebbasta, direttore creativo e regista del gruppo comico napoletano, che per la serie Netflix si è occupato anche della regia dei primi 4 episodi e della scrittura della serie.

E c'è poco da fare: la qualità che di solito viene impressa nei corti comici del celebre gruppo si ritrova anche in Generazione 56K. Certo, va riconosciuto il merito anche alla casa di produzione Cattleya, che in passato (e attualmente) si è occupata di altre serie italiane alquanto famose (per usare un eufemismo) come Gomorra, Suburra e Romanzo Criminale, giusto per citarne alcune che conoscono tutti. Sono però la qualità della regia e della fotografia a imprimere alla serie Netflix quella qualità da produzione internazionale che rende maggior giustizia a quanto realizzato nel nostro paese.

Ma di cosa parla Generazione 56K? Alla base di tutto c'è una storia d'amore, di quelle che riescono ad appassionare e, perché no, tenere con il fiato sospeso. Daniel, interpretato da Angelo Spagnoletti, lavora insieme a Luca (Gianluca Fru) e Sandro (Fabio Balsamo), due amici d'infanzia cresciuti nell'era dei modem 56K. Il trio lavora per un'agenzia che si occupa di sviluppo e produzione di applicazioni per dispositivi mobili. Daniel, alla continua ricerca dell'amore della vita, si appoggia ad un'applicazione di incontri online. Una sera, dopo aver fissato un appuntamento proprio tramite app, incontra Magda (Cristina Cappelli), e la sua vita, manco a dirlo, cambierà per sempre. Solo che Daniel ha l'impressione di aver già conosciuto Magda, forse proprio durante la sua infanzia a Procida. Ed è qui che iniziano i flashback che ci proiettano negli anni '90, quando gli adolescenti scoprivano Internet (e la sua parte a "luci rosse"), e quando Sandro, Luca e Daniel, ritratti in ordine nell'immagine sottostante, esplorano per la prima volta il web (e la lentezza del 56K).

Gli episodi continuano poi ad intrecciare le due linee temporali, quella presente dove Daniel diventa ossessionato dallo scoprire chi è realmente Magda, e quella nel passato, che ci fa piano piano capire qualcosa in più su quello che sta succedendo anche nel futuro. Non sveliamo ulteriori dettagli: la trama è sufficientemente invitante, anche se dopo qualche episodio è facile capire dove voglia andare a parare. La serie riesce a mantenere però quell'innocenza, e in alcune scene, quella vena comica, mai esagerata o forzata, lungo tutti gli episodi che la compongono.

Una visione leggera, come già detto forse un po' scontata, non tanto nei personaggi o nella costruzione delle scene, quanto più nello sviluppo della trama, ma che comunque si lascia guardare con una facilità quasi disarmante. Angelo SpagnolettiCristina Cappelli, i due attori protagonisti, non sono certo professionisti navigati, ma riescono comunque a dare credibilità ai loro personaggi, facendo affezionare lo spettatore e facendolo anche sorridere e divertire. Fabio Balsamo dei the JackaL è oramai un attore navigato, che non sfigurerebbe anche in altri ruoli. Fru è Fru, anche nella serie, un personaggio che ad alcuni farà ridere per la sua sola presenza, risultando forse un po' più forzato di Fabio nella recitazione, ma è davvero difficile volergli male. In ogni caso, i due non rubano mai la scena ai protagonisti, e anche questo è un punto a mio avviso fondamentale come riprova della qualità della serie. Particolarmente azzeccato anche il personaggio di Ines, interpretata da Claudia Tranchese, spalla della protagonista.

Non c'è molto altro da dire. Generazione 56K non ha la pretesa di essere la serie italiana più bella di sempre. Come già detto, si tratta di una produzione leggera, il cui scopo è quello di intrattenere, divertire e di intenerire lo spettatore. E ci riesce con un'ottima qualità visiva e con un cast azzeccato, capace di una prestazione attoriale davvero niente male. Il fatto poi che chi, come me e altri autori di SmartWorld, nati negli anni '80 e cresciuti negli anni '90, si ritrovino in ciò che vivono le versioni del passato dei protagonisti, è un qualcosa in più che rende la serie anche più gradita e azzeccata. A condire il tutto una colonna sonora altrettanto azzeccata che innesca ulteriormente quel fattore nostalgia che è protagonista, a tutti gli effetti, di buona parte della serie.

Uscita

Generazione 56K sbarcherà sul catalogo di Netflix in tutto il mondo il 1° luglio prossimo. La serie sarà disponibile nella sua interezza sin da subito.

Trailer

Cast e regia

Prodotto da: Cattleya
In collaborazione con: The Jackal - gruppo Ciaopeople
Da un’idea originale di: Francesco Ebbasta
Scritta da: Francesco Ebbasta, Costanza Durante, Laura Grimaldi e Davide Orsini
Regia: Francesco Ebbasta (episodi 1-4) e Alessio Maria Federici (episodi 5-8)
Cast:

  • Angelo Spagnoletti (Daniel adulto)
  • Cristina Cappelli (Matilda adulta)
  • Alfredo Cerrone (Daniel bambino)
  • Azzurra Iacone (Matilda bambina)
  • Gianluca Fru (Luca adulto)
  • Fabio Balsamo (Sandro adulto)
  • Gennaro Filippone (Luca bambino)
  • Egidio Mercurio (Sandro bambino)
  • Biagio Forestieri (Bruno)
  • Claudia Tranchese (Ines)
  • Federica Pirone (Cristina)
  • Elena Starace (Raffaella)
  • Sebastiano Kiniger (Enea)

Sinossi

Al centro della storia Daniel e Matilda che si conoscono da giovanissimi e s’innamorano da adulti e che, insieme agli amici di sempre, Luca e Sandro, sono il simbolo di una generazione, quella del modem 56K appunto, travolta dall’arrivo di internet alle soglie dell’adolescenza. Daniel e Matilda vivono una relazione che rivoluzionerà il loro mondo e li costringerà a fare i conti con il passato e quella parte più pura e vera di se stessi che, in modi opposti, hanno dimenticato. Tutti gli episodi della serie intrecciano costantemente due linee temporali, due punti di vista, due fasi della stessa storia d’amore e di amicizia che parte nel 1998 e continua fino ai giorni nostri.

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