Let it Snow: il film natalizio di Netflix è innocuo (recensione)

Giorgio Palmieri -

I film di Natale sono spesso prevedibili. Seguono uno svolgimento preciso e li guardi perché non t’importa precisamente cosa accadrà. Sai che di sicuro saranno pieni di buoni sentimenti, di felicità, di lieti fini. Li guardi perché vuoi vedere l’amore, la gioia, gli addobbi, la magia della famiglia, i negozi di giocattoli, speri di vivere un po’ di quello spirito natalizio innocente che percepivi da bambino, e che fatichi ogni anno a ricercare perché hai superato da un bel pezzo l’età infantile.

Eppure quei film continui a vederli, anzi, continuiamo a vederli, da soli, con amici, con la dolce metà. Netflix l’ha capito così bene che quest’anno ne sta sparando uno dopo l’altro, dove Let it Snow rappresenta senz’altro la punta di sfondamento. Il delicato viso di Kiernan Shipka in copertina, cioè la Sabrina del colosso di streaming, è accompagnata da nientemeno che l’esuberante Jacob Batalon, il Ned amico di Peter Parker nei nuovi Spider-Man. Come se non bastasse, abbiamo Isabela Moner tra le protagoniste centrali della vicenda, ovverosia Dora l’Esploratrice nel film Dora e la città perduta, che, contrariamente alle aspettative e alla stupidità dell’idea, si è dimostrato un gradito adattamento.

Insomma, il cast accoglie attori e attrici studiati a tavolino per attrarre pubblico giovanile da diverse angolazioni (ci sono al massimo un paio di allusioni sessuali lievi), come se fosse un grosso cinepanettone celebrativo per queste nuove, giovani star. L’incipit, tratto da una raccolta di romanzi brevi, è semplice: una tempesta di neve stravolge la vita di un gruppo di studenti dell’ultimo anno di liceo. C’è chi conoscerà l’amore, chi organizzerà feste rattoppate, chi ritroverà se stessa e chi si racconterà per quello che è davvero.

In pratica è una commedia romantica declinata in varie storie adolescenziali così scontate che potreste indovinare inizio, svolgimento e fine guardando anche solo gli sguardi degli attori. Per dire, il loro fisico definisce la loro personalità. E se non lo fa il fisico, lo faranno le prime due battute pronunciate in scena e saprai già dove andranno a parare. È prevedibile, certo, ma è quel tipo di prevedibilità che ti trasmette tranquillità.

Per dire, Tobin (Mitchell Hope) e Angie (Kiernan Shipka) si conoscono da secoli, sanno tutto l’uno dell’altra, stanno sempre insieme ma fanno fatica a far evolvere la lunghissima ed intensa relazione d’amicizia. Chissà cosa succederà alla fine, dai, provate ad immaginarlo! Dall’altro lato, il party di Keon (Jacob Batalon) va a monte perché il volo dei genitori, che sarebbero dovuti partire per le vacanze lasciando casa libera, viene cancellato a causa delle condizioni climatiche avverse. Ecco, chissà cosa succederà alla fine!

Per non parlare di Dorrie (Liv Hewson), una ragazza lesbica alle prese con una cheerleader che ha paura di rivelare la sua omosessualità. Quindi, ecco, indovinate cosa succederà alla fine, anche se qui la prevedibilità ha superato la nostra morbidissima soglia di sopportazione, soprattutto per la reazione delle amiche, ritratte come acide e insensibili, per poi divenire stranamente tolleranti ed incoraggianti. Però siamo a Natale, e a Natale tutto può succedere.

Inoltre, nella cittadina di Gracetown si aggira un personaggio particolare, una donna, interpretata da Joan Cusack, alla guida di un camion con rimorchio che sembra fare le veci del vecchio Marley in Mamma, ho perso l’aereo, o la signora dei piccioni nel seguito. Pare ostile ma dispensa consigli ad Addie (Odeya Rush), intenta a passare più tempo con le persone che le vogliono male, e a trattare male quelle che la amano. Chissà cosa… vabbè, avrete senz’altro capito la tiritera. Tuttavia, su di una cosa sono rimasto spiazzato: sebbene la misteriosa donna del camion passi più tempo del previsto sullo schermo, purtroppo non viene mai raccontata la sua storia, e il perché si comporti in un certo modo. Strano, perché avrei scommesso una storia drammatica alle sue spalle. Vorrà dire che berrò un cicchetto di penitenza per lo sbaglio.

E poi, solo poi, c’è la storia tra Julie (Isabela Merced) e la popstar Stuart (Shameik Moore, che peraltro è davvero un cantante), conosciuto in tutto il mondo per il suo talento musicale. Si incontrano in treno, lei sembra non essere interessata, lui si stupisce della poca invadenza di lei, be’, da cosa nasce cosa, si ritrovano a condividere riflessioni e pensieri. Per quanto la cosa sia scontata e zuccherina, i due attori sono bravi e regalano i momenti più genuini ed emozionanti di una pellicola che altrimenti sarebbe risultata fin troppo superficiale anche per gli standard di un film di Natale: del resto gli addobbi sono pochini e i negozi di giocattoli praticamente assenti.

Let it Snow dunque è prevedibile, certo, ma è davvero un male? Una risposta unica non sento di darla, perché oggi chiedere di più da un film natalizio è lecito. Le basi solide dalle quali partire sono un’infinità, e le tematiche sociali si sono evolute e potrebbero essere trattate con meno superficialità di quella dipinta qui. Di conseguenza non ricorderò nulla di questo film tra qualche settimana, come non ricordo nulla di moltissimi film di Natale che ho visto l’anno scorso e l’altro ancora. È solo un altro film di Natale di quel tipo, del tipo che assume i connotati di piccoli rifugi in cui nasconderti quando hai bisogno di una dolce dose di tranquillità effimera. Nulla più.

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  • IvanBotty

    Gli unici film di Natale ammessi sono quelli di De Sica. Gli altri sono ‘na cafonata.

    • Firn3000

      I cinepanettoni di De Sica?!? ‘Na cafonata pure loro