2021: i produttori dovranno fornire parti di ricambio per un periodo più lungo. Bene o male?

Matteo Bottin

Sappiamo tutti benissimo come il tema ecologico sia estremamente importante per il futuro del nostro pianeta, e per questo l’Unione Europea ha appena pubblicato una nuova direttiva che punta a rendere i prodotti casalinghi più sostenibili sul lungo periodo. Sebbene l’idea di base sia molto buona, forse la realizzazione non è la più efficace. Ma ecco di cosa si parla.

Nella pratica i produttori dovranno rendere disponibili parti di ricambio per gli elettrodomestici più comuni (tra i quali frigoriferi, televisori, lavatrici, lavastoviglie, ecc.) per un tempo più lungo, fino a 10 anni. La direttiva, secondo la BBC, dovrebbe prendere piede dall’inizio del 2021.

Ogni prodotto infatti ha un corrispettivo “indice di CO2”, chiamato carbon footprint. Per quanto riguarda questi prodotti, più della metà del carbon footprint deriva dal processo manifatturiero, e non dall’utilizzo (secondo iFixit).

L’obiettivo è la riduzione dello spreco di energia totale grazie all’utilizzo più prolungato nel tempo (secondo la UE 167 TWh entro il 2030, quanto consuma in un anno la Danimarca), e una riduzione dei costi all’utente finale (150€ all’anno).

I pezzi non solo dovranno essere disponibili per un tempo lungo fino a 10 anni dopo l’entrata in commercio di un prodotto, ma dovranno essere disponibili al riparatore entro 15 giorni lavorativi ed installati tramite “strumenti comuni”.

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Il problema risiede nel fatto che tutta questa legislazione si basa sulla speranza che gli utenti preferiranno sempre riparare i propri prodotti piuttosto che comprarne di nuovi. Avrà successo o porterà ad un aumento dei prezzi dei prodotti (a causa del costo intrinseco di aver disponibili i pezzi per un tempo così lungo)?

Via: The Verge