Il 2021 è stato l'anno di svolta per le criptovalute

Da investimento di nicchia ad asset globale: il report di Gemini
Il 2021 è stato l'anno di svolta per le criptovalute
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Da tempo ormai parliamo di criptovalute, e di come i vari enti governativi, tra cui quelli di Regno Unito e Europa, abbiano aperto dei tavoli di studio per regolamentarne l'utilizzo, visto che in un modo o nell'altro è una realtà del nostro tempo. 

L'ampiezza del fenomeno è anche emersa dal rapporto "2022 Global State of Crypto", pubblicato nelle scorse settimane da Gemini, l'exchange di criptovalute fondato dai gemelli "Winklevoss" (ricordate il film "The Social Network" del 2010? Quelli a cui Zuckerberg ha rubato l'idea di Facebook). Dal report, basato su un campione di 30.000 persone in 20 Paesi (tra cui non è inclusa l'Italia), si evince come il 2021 sia stato un anno dirompente per l'adozione di criptovalute: più del 40% di chi oggi detiene almeno una criptovaluta, l'ha acquistata nell'ultimo anno.

Il dato interessante che emerge dal rapporto è come la maggior parte delle persone che ha investito in criptovalute l'abbia fatto per difendersi dall'inflazione, e questo è tanto più vero nei Paesi in cui la moneta locale ha perso maggiormente valore. Per esempio nei Paesi dove la moneta locale negli ultimi 10 anni ha perso oltre il 50% del proprio valore contro il dollaro, gli intervistati sono cinque volte più propensi ad acquistare criptovalute. Il risultato può sembrare assurdo, vista la volatilità dei bitcoin, ma evidentemente rappresentano un'alternativa più stabile alla valuta locale.

Ma come vedono il futuro del denaro gli intervistati? In otto Paesi, più del 50% dei consumatori crede che il futuro siano le criptovalute.

E questo dato è tanto più dirompente se si considera il fatto che la maggior parte di chi ha comprato criptovalute l'abbia fatto per il potenziale di investimento a lungo termine.

Il rapporto poi analizza il gender gap sull'adozione delle criptovalute e i fattori di resistenza, indicati principalmente nelle regolamentazioni e nell'educazione, ma il senso è chiaro, e i governi di tutto il mondo se ne stanno rendendo conto.

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