Google collegherà ad internet le zone più remote dell’India tramite speciali fasci di luce

Edoardo Carlo Ceretti

Alphabet X – forse la conoscerete meglio con il suo nome precedente, Google X – è riuscita a rendere realtà le prime sperimentazioni di Project Loon. Un progetto appunto, che promette di connettere tutto il mondo ad internet, utilizzando dei palloni aerostatici in grado di trasferire fra loro dati ad alta velocità. Uno dei metodi utilizzati per raggiungere lo scopo si chiama FSOC (Free Space Optical Communications), che consiste in collegamenti tramite fasci di luce che si propagano liberamente nello spazio.

Avendo avuto successo, Google ha dunque pensato di applicare tale metodo non soltanto a quote stratosferiche, ma anche più vicino al suolo. I vantaggi in effetti sono tanti, perché si tratta di una connessione ad altissima velocità e capacità, comparabile alla fibra ottica, ma senza necessità di installare cavi. Dunque interventi meno capillari e costosi, perché sono sufficienti delle apposite stazioni FSOC poste sopra torri o tetti di edifici, anche a grande distanza fra loro, per raggiungere – e connettere ad internet – anche zone molto remote.

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Nel corso degli ultimi mesi, Google ha collaborato con AP State FiberNet, una compagnia di telecomunicazioni di Andhra Pradesh (India), per mettere in pratica un progetto così ambizioso, che mira ad estendere radicalmente il bacino di utenza di persone raggiunte da internet, attualmente relegato ad un misero 20% delle 53 milioni di persone che popolano la regione. L’iniziativa, chiamata AP Fiber Grid, si è posta l’obiettivo di connettere altre 12 milioni di abitazioni e migliaia di aziende entro il 2019.

Le stazioni FSOC hanno iniziato ad essere installate nel territorio e sono pronte ad entrare in funzione, sempre sotto la supervisione di Google che, oltre ad aver fornito la tecnologia necessaria, potrà ricevere importanti feedback da questa sperimentazione, per poi eventualmente applicarla anche in altre zone del mondo. Potete informazioni più dettagliate del progetto di Alphabet X presso il blog ufficiale.

Via: Tech CrunchFonte: Alphabet X