Guadagni da record per il trimestre di Amazon e Google, ma anche Microsoft è in netta crescita

Leonardo Banchi -

Che gli incassi delle società tecnologiche mostrino spesso cifre da capogiro non è certo un segreto, e anche in questo trimestre Google, Amazon e Microsoft hanno confermato questa tendenza grazie ad utili in netta crescita.

I risultati più sorprendenti sono quelli di Amazon, che nonostante i forti investimenti appena compiuti (prima fra tutti l’acquisizione della catena di alimentari Whole Foods, costata quasi 14 miliardi di dollari) riesce a totalizzare incassi da record. Gli utili del terzo trimestre del colosso delle vendite online ammontano infatti a ben 256 milioni di dollari, con un fatturato cresciuto del 34% e giunto a toccare la cifra record di 43,47 miliardi di dollari.

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Non è da meno Alphabet, la “super-società” che controlla Google e tutte le attività parallele: sono cresciuti sia il fatturato del trimestre (giunto a 27,77 miliardi di dollari, con una crescita del 24%), sia gli utili netti, passati dai 6,33 miliardi dell’anno precedente a 6,73 miliardi. L’utile principale è rappresentato come sempre dal settore della pubblicità, che totalizza entrate per 24,06 miliardi di dollari (nel terzo trimestre del 2016 si era fermato a 19,82 miliardi), sul quale gravano però notevoli costi di acquisizione di traffico.

Trimestre positivo anche per Microsoft, che ha battuto le previsioni degli analisti totalizzando un fatturato di 24,5 miliardi di dollari (+12%), utile operativo di 7,7 miliardi (+15%) e utile netto di 6,6 miliardi (+16%). Per l’azienda di Redmond sembra essere positivo l’abbandono definitivo del settore smartphone, mentre continuano a crescere gli introiti derivanti dal cloud (Azure ha totalizzato una crescita di fatturato del 90%), ma vanno bene anche Dynamics 365 (+69%) e Office 365 (+42%). Rimane da scoprire come andrà a finire l’avventura di LinkedIn, che nonostante abbia fatturato 1,1 miliardi di dollari rappresenta per la società ancora un investimento in perdita di 294 milioni.

Via: Corrierecomunicazioni