Ad Amazon non bastano i droni: un brevetto mostra il progetto di enormi magazzini volanti (foto)

Leonardo Banchi

Come probabilmente già saprete, Amazon ha da poco portato a termine con successo la prima consegna effettuata con un drone, aprendo la strada a un futuro in cui il momento dell’ordine e quello della consegna potranno essere separati da non più di mezz’ora di tempo.

Il principale limite di questo metodo di consegna, purtroppo, è però rappresentato dall’area che è possibile coprire con i droni: data la limitata autonomia di questi ultimi, infatti, è necessario che l’indirizzo di destinazione si trovi piuttosto vicino al magazzino di rifornimento. Fortunatamente, il colosso delle vendite sembra aver pensato a una soluzione ancora più incredibile: grandi magazzini volanti che, spostandosi a seconda delle necessità, possano fungere da punto di partenza per i droni delle consegne.

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L’idea di Amazon, mostrata in una richiesta di brevetto diffusa oggi, è che questi “Airborne Fulfillment Centers”, centri di rifornimento ospitati all’interno di dirigibili, vengano riforniti e spostati a seconda di particolari previsioni di vendita: ad esempio, uno di essi potrebbe avvicinarsi con snack e souvenir vicino a uno stadio in cui si stia tenendo un evento sportivo, così da soddisfare le esigenze degli spettatori.

La progettazione di questi magazzini, già complessa di suo, prevede però anche lo studio di molte altre funzionalità “accessorie”: ad esempio, data la spiccata inclinazione di questo progetto verso la consegna di cibo, alcuni droni saranno probabilmente equipaggiati con contenitori in grado di mantenere la temperatura al loro interno.

Priorità di Amazon, però, sarà quella di ottimizzare la gestione dei magazzini volanti: il brevetto mostra già l’ipotesi di utilizzare delle “navette” per il loro rifornimento e per il rientro dei droni (così da ottimizzarne il consumo energetico), ma anche il progetto di un software in grado di predire le aree nelle quali verranno effettuati gli ordini e di gestire gli approvvigionamenti.

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Infine, il brevetto mostra che le navette e i droni impegnati nelle consegne potrebbero anche dar vita a una rete mesh, che permetterà loro sia di scambiarsi dati su meteo, condizioni atmosferiche e traiettorie, sia di fornire contenuti agli utenti che si trovano sotto di loro.

Naturalmente, non si hanno ancora informazioni su quando inizieranno i test di questa tecnologia, dato che Amazon non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito.

Via: TechCrunch