Anche Google conservava alcune password in chiaro, ma solo degli utenti a pagamento

Enrico Paccusse - Se avete un account personale gratuito, non correte alcun pericolo

Facebook, Instagram, Twitter e ora Google. Queste sono solo alcune delle aziende che hanno dichiarato nell’ultimo anno problemi con la crittografia della password, talvolta per milioni e milioni di utenti. È chiaro che avere la stessa password per ogni nostro account (anche quello bancario) non è una scelta saggia di questi tempi.

L’ultimo caso è quello di Google e riguarda, fortunatamente, solo gli account business a pagamento della G suite. Secondo le dichiarazioni della stessa società, è stato commesso un errore nel lontano 2005, quando erano stati creati gli strumenti per dare la possibilità all’amministratore dell’account di creare e recuperare le password degli impiegati, lasciando che queste venissero conservate in chiaro nella console dell’admin.

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Sebbene questa problematica abbia perdurato per oltre 10 anni, Google ha specificato che le password non hanno mai lasciato la loro infrastruttura criptata (dell’account aziendale) e che non c’è stata alcuna evidenza di uso improprio delle password coinvolte.

Seguendo una logica machiavelliana, la società di Mountain View ha dichiarato poi un secondo problema che ha coinvolto un altro set di password nella G suite, che venivano conservate in chiaro per un massimo di 14 giorni dopo la registrazione dell’account. Anche in questo caso, Google ci tiene a sottolineare che è stato tutto risolto e che non sono state notate attività illecite.

Tutti gli admin coinvolti riceveranno una email con la lista degli utenti a cui verrà chiesto di cambiare la password. La settimana successiva, gli account saranno resettati dalla stessa Google, per prevenire qualsivoglia tipo di problematica. Accadimenti come questi ci ricordano che è sempre buona norma cambiare le nostre password periodicamente.

Via: 9to5google
  • Corrado Mitsui

    Big Huawei…