Tutto quello che sappiamo finora su Apple Car

Le voci su Apple Car continuano a farsi largo sul web tra ipotesi realistiche e suggestioni. Ecco cosa sappiamo finora sulla prima automobile di Apple
Tutto quello che sappiamo finora su Apple Car
SmartWorld team
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Il mercato delle auto elettriche è in forte espansione e non è un segreto che Apple stia guardando con profondo interesse al settore dei veicoli a quattro ruote. I primi dettagli sull'allora misterioso "Project Titan" risalgono addirittura all'ormai lontano 2014 e continuano a tenere ancora banco in rete: l'iniziale previsione di un debutto sul mercato entro i cinque o i sei anni seguenti è stato smentito dai fatti, ma questo non ha comunque tolto qualcosa al progetto Apple Car, che nel frattempo sembra essereormai entrato nel vivo malgrado l'assenza di conferme.

Project Titan tra esperti del settore e discontinuità

Sin dalle prime battute, la società californiana ha voluto circondarsi di esperti del settore automobilistico, costruendo una squadra che vede tra le sue fila diversi ingegneri provenienti da Mercedes, Tesla e altri grandi nomi del ramo delle quattro ruote. L'ultimo innesto nelle file della società americana corrisponde al nome di Ulrich Kranz, ex vicepresidente senior del gruppo BMW.

Apple vuole insomma far sul serio, ma soprattutto intenderà entrare da sola in un mercato a lei praticamente sconosciuto, guidando lo sviluppo senza l'intralcio di qualche sparring patner. Nel 2021, il progetto ha perso alcune figure chiave: Dave Scott, Jaime Waydo e Benjamin Lyon, ma soprattutto Doug Field, accasatosi in Ford. È cambiato insomma il frontman che sovraintenderà lo sviluppo di Apple Car, con Kevin Lynch indiziato numero uno a sostituirlo, dall'alto della sua esperienza sul software di Apple e, in particolare, con il sistema operativo watchOS. Una conferma di come Apple voglia discostarsi dalla concorrenza, evidenziando al tempo stesso che il software sarà uno dei punti nodali del veicolo di Cupertino.

Apple Car, come sarà

Le primissime indiscrezioni su Apple Car hanno confermato che il progetto di Cupertino si discosterà da quanto già noto sul mercato. Il veicolo immaginato da Apple sarà a guida completamente autonoma, inquadrandosi dentro a un ecosistema collaudato in cui troveranno posto alcune soluzioni tecnologicamente all'avanguardia. L'azienda sfrutterà infatti i sensori LiDAR (l'acronimo di Light Detection And Ranging) – introdotti da Apple sul tablet iPad Pro – per far sì che l'autovettura riesca a muoversi con destrezza nel mondo circostante, discernendo gli oggetti che si trovano nelle vicinanze da quelli invece un po' più lontani. Per quanto suggestiva, quella di Apple non è certamente un'idea nuova, dal momento che i sensori LiDAR sono già utilizzati in quasi tutte le auto a guida autonoma; soltanto Tesla ha voluto rinunciarvi in favore di un sofisticato sistema di visione computazionale.

Trattandosi di un'auto a guida interamente autonoma, Apple Car non avrà al suo interno i classici volante e pedali, puntando a ricreare un ambiente confortevole e improntato sulla multimedialità: gli spazi ampi all'interno dell'abitacolo saranno infatti affiancati da un sistema di infotainment con uno schermo simile all'iPad Pro, così da consentire agli utenti di interagire con esso durante il viaggio. E qui torna il discorso dell'ecosistema e dei servizi: a detta dei rumors, Apple Car sarà fortemente integrata con tutte le piattaforme che conosciamo e utilizziamo quotidianamente.

Apple Car: le novità tra processori e batteria monocella

Proprio come gli smartphone, tablet e i futuri occhiali per la realtà aumentata, anche Apple Car avrà dalla sua un potente processore. In passato si era ventilata l'ipotesi in ordine all'utilizzo del vecchio Apple 12 Bionic, dettaglio apparso subito strano considerato che il SoC introdotto per la prima volta su iPhone Xr e Xs ha già ormai diversi anni alle spalle e, malgrado la presenza di alcune soluzioni di Intelligenza Artificiale, mal si concilierebbe con un progetto nuovo di zecca e fortemente innovativo. Si è parlato più di recente dell'esistenza dell'inedito chip Apple C1, formato principalmente da processori neurali per alimentare tutti gli algoritmi di Intelligenza Artificiale, il secondo "motore" pulsante di Apple Car.

Oltre al processore, un altro componente di punta del progetto di Apple sarà la batteria di tipo monocella. Secondo rumors, tale componente utilizzerà il fosfato di ferro e litio, anziché i classici ioni di litio, così da avere meno probabilità di surriscaldamento e migliorare di conseguenza la sicurezza a bordo. Inoltre, non vanno trascurati i benefici derivanti dalla tipologia monocella: attraverso una massimizzazione della dimensione delle celle all'interno del pacco batteria, Apple ambisce ad incrementare l'autonomia del suo veicolo anche dinanzi a lunghe percorrenze.

Apple Car e la questione della produzione

Se il gigante di Cupertino guiderà interamente lo sviluppo di Project Titan, diverso sembra invece il discorso per ciò che riguarda la produzione. Si erano sparse voci su possibili accordi con Hyundai, mentre più di recente si è parlato anche di una trattativa con KIRA, General Motors e la casa automobilistica europea PSA. Dal suo canto, Nissan ha invece escluso qualsiasi tipo di coinvolgimento, pur non negando espressamente l'esistenza di possibili interlocuzioni con Apple.

Allo stato attuale, resta forte l'indiscrezione che vedrebbe LG Magna Electronics Powertrain, la join venture nata da LG e fornitore canadese di auto Magna International, nelle vesti di responsabile della produzione di massa inziale dei veicoli elettrici di Apple.

Apple Car: uscita prevista nel 2025?

Ma quando uscirà Apple Car? Secondo le indiscrezioni più recenti, provenienti in esclusiva dall'affidabile Mark Gurman di Bloomberg, l'azienda statunitense avrebbe inteso accelerare lo sviluppo di Project Titan, con il 2025 anno chiave per il lancio sul mercato. Bisognerà quindi pazientare ancora un po', tenuto conto che i riflettori saranno accesi su un altro progetto al vaglio di Apple: il visore per la realtà mista. A conferma di un rinnovato approccio della società americana, quantomeno nell'ultimo scorcio dell'era Tim Cook.

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