Apple ha comprato una startup per aiutare Siri a farsi largo fra Alexa e Google Assistant

Edoardo Carlo Ceretti

È passato quasi un anno da quando Apple ha deciso di lanciare in fretta e furia sul mercato il suo primo smart speaker, HomePod. Oltre alle perplessità iniziali sul costo del dispositivo e sulle evidenti limitazioni software di cui soffriva, sembra evidente che il settore dell’intelligenza artificiale di Cupertino non stia inanellando progressi e consensi, lasciando pericolosamente campo libero a colossi rivali come Amazon e Google. La partita però è lungi dall’essere terminata e per invertire la rotta Apple sta tentando qualche strada alternativa.

È notizia di questi giorni infatti l’acquisizione da parte di Apple di PullString, una startup americana fondata nel 2011 da parte di alcuni ex dipendenti di Pixar, conosciuta principalmente per il software necessario ad alcuni giocattoli per parlare con naturalezza e cognizione di causa. L’intenzione di Apple però non è quella di integrare Siri nei prossimi modelli di Barbie.

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PullString è infatti specializzata nel lavorare fianco a fianco delle aziende per aiutarle ad elaborare skill per la piattaforma Amazon Alexa e app capaci di integrarsi nell’ecosistema Google Assistant. Vien da sé dunque che l’interesse del colosso di Cupertino sia proprio nell’opportunità di migliorare le abilità di Siri, in particolare nell’integrazione con app e dispositivi domotici, aspetto in cui l’assistente vocale di Apple è decisamente indietro rispetto alle controparti Amazon e Google.

Via: The Verge