ARM vuole mettere la SIM direttamente all’interno dei processori

Vezio Ceniccola

Le schede SIM sono uno degli ultimi lasciti della vecchia generazione di dispositivi mobili, quando i cellulari non si chiamavano ancora smartphone, ma tuttora gli operatori telefonici non sembrano molto propensi a volersene separare. Un’aiuto verso una possibile evoluzione di questa tecnologia arriva dal nuovo progetto iSIM di ARM, che punta a sostituire le schede fisiche con un microscopico componente inserito direttamente nei processori.

Per capirci, si parla di una “frazione di millimetro quadrato”, un puntino quasi invisibile all’occhio umano, che potrebbe prendere il posto delle attuali nanoSIM facendo risparmiare un’area non indifferente nell’hardware dei dispositivi mobili. La nuova iSIM sarebbe dunque una tecnologia più evoluta anche dell’eSIMsupportata ad esempio dai Google Pixel 2 – che presenta ancora uno spazio occupato all’interno della scocca, perché andrebbe ad eliminare completamente lo spreco di spazio.

Se state già sognando smartphone e tablet privi di SIM fisiche, dovrete però presto tornare con i piedi per terra. L’iSIM è infatti una tecnologia pensata prima di tutto per i gadget IoT, dove ogni millimetro conta ancora di più, e consentirebbe di ottimizzare al meglio la gestione dello spazio nell’hardware di questi piccoli prodotti.

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Ciò non esclude, comunque, che i produttori possano in futuro portare le iSIM anche sui processori per altri tipi di dispositivi, ma la parola finale spetterà anche e soprattutto agli operatori. Saranno loro, infatti, a dover dare supporto a tale progetto e fornire la necessaria compatibilità con le proprie reti, dunque tutto si giocherà su questo punto.

Stando alle aspettattive di ARM, se tutto andrà per il verso giusto, i primi prodotti con iSIM integrata dovrebbero arrivare verso la fine del 2018. La società americana non produrrà i chip in prima persona, ma rilascerà le relative specifiche di design a tutti i suoi partner, cosa che dovrebbe consentire a vari produttori d’implementare tale tecnologia nei propri processori.