Da oggi le auto elettriche non saranno più del tutto silenziose, ma per una buona ragione

Edoardo Carlo Ceretti Le nuove auto elettriche dovranno emettere segnali acustici durante la percorrenza a bassa velocità, quelle già immatricolate si dovranno adeguare entro il 2021.

Guidare un’automobile elettrica è un’esperienza quasi completamente diversa rispetto a quella delle progenitrici a combustione interna: zero emissioni dirette, un’accelerazione che vi incolla al sedile e totale silenzio. O quasi, visto che da oggi 1° luglio scattano nuove norme europee proprio per regolare la proverbiale silenziosità delle auto elettriche, tanto appagante per chi guida, quanto pericolosa per pedoni e ciclisti.

Quelle di pedoni e ciclisti sono le categorie più esposte ai pericoli della strada e la percorrenza in quasi totale silenzio delle nuove auto elettriche fa venire meno anche il riferimento acustico, che può mettere in guarda da pericoli imminenti. Con il progressivo aumento di veicoli elettrici sulle strade di tutto il mondo, l’Unione Europea ha deciso di correre ai ripari, imponendo alle case costruttrici l’installazione di un dispositivo chiamato AVAS (Acoustic Vehicle Alert System).

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Il dispositivo si occupa di emettere una serie di segnali acustici (trovate esempi nel tweet a fine articolo) quando il veicolo si muove a velocità inferiori a 19 km/h, ovvero all’interno di centri abitati presumibilmente popolati da pedoni e ciclisti. In questo modo, l’auto elettrica farà sentire la sua presenza, riducendo i pericoli di incidenti, che anche a velocità così basse possono risultare molto pericolosi. A partire dal 1° luglio 2019, tutte le nuove auto elettriche immatricolate in Europa dovranno avere a bordo il nuovo AVAS, mentre quelle già circolanti avranno tempo fino al 2021 per adeguarsi.

Via: Engadget
  • Major_Hector

    Che cagata colossale. Solo perché la gente non è capace di stare attenta in mezzo alla strada. L’auto elettrica è bella proprio per la sua silenziosità e aiuterebbe a ridurre l’inquinamento acustico disumano che c’è nelle nostre città. Non hanno proprio di meglio da fare