Le auto a guida autonoma di Google sono sempre più sicure

Le auto a guida autonoma di Google sono sempre più sicure
Leonardo Banchi
Leonardo Banchi

Che le auto a guida autonoma di Google fossero particolarmente efficienti e sicure, ormai, lo si sapeva da un po' di tempo. Se però aveste bisogno di qualche altra conferma, a rassicurarvi ulteriormente è arrivato adesso anche un rapporto del Dipartimento dei Veicoli a Motore della California, al quale tutte le compagnie che vogliono effettuare test con i veicoli a guida autonoma nello stato americano devono rendere conto.

Il dato più interessante raccolto nel 2016, e pubblicato nel rapporto, è quello relativo al numero di interventi umani che si sono resi necessari durante i test: nonostante il numero di chilometri percorsi dalle auto a guida autonoma di Google sia aumentato del 50% rispetto all'anno precedente, il numero di volte in cui i ricercatori hanno dovuto prendere il controllo del mezzo è sceso a circa un quarto.

Nel 2016, le auto Waymo hanno infatti percorso in California ben 635.868 miglia (oltre un milione di chilometri), e i conducenti hanno ritenuto necessario prendere il controllo del mezzo 124 volte. Nel 2015, per un ammontare di test considerevolmente più basso, gli interventi umani necessari erano stati ben 341.

La quota degli interventi umani si è quindi abbassata da una media di 0,8 volte ogni 1000 miglia a un ben più rassicurante 0,2 volte per 1000 miglia: un dato estremamente incoraggiante per gli ingegneri di Google, che nel rapporto hanno specificato come in questo numero siano compresi "errori software", ma anche "manovre indesiderate", "percezioni inesatte" e "utenti della strada che si sono comportati in modo incauto". Nessun incidente è stato segnalato durante l'anno.

Questa incoraggiante raccolta di statistiche mostra ancora una volta come Google sia in testa alla competizione delle auto a guida autonoma, con un numero di test in luoghi pubblici ben superiore alla concorrenza (molti degli altri marchi impegnati nel loro sviluppo vantano infatti test in ambienti riservati) e risultati che, essendo resi pubblici da un'autorità esterna, lasciano poco spazio a possibili critiche. Rivali come Uber, d'altro canto, si sono invece rifiutati di ottenere un permesso dal Dipartimento dei Trasporti californiano, forse proprio per l'obbligatorietà di rendere pubblici i risultati dei test: un altro dato che non potrà che rassicurare i dati degli sviluppatori di Big G, in procinto di lanciare una nuova flotta di auto realizzate in collaborazione con Fiat Chrysler.

Via: TheVerge

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