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Bot scopre i politici al cellulare

SmartWorld team -

Nessuna intenzione di avviare con questo bot una caccia alle streghe ovvero ai politici che usano il cellulare in parlamento. Perché a tutti noi sarà sicuramente capitato di dare una sbirciata al display dello smartphone in momenti poco opportuni. Magari durante una riunione, anche via web. Oppure in ufficio nel corso della giornata di lavoro. Il problema è piuttosto un altro. Anzi, sono due.

Il primo è relativo alla frequenza e alla durata di questi controlli. Perché un conto è farlo una volta ogni tanto. Un altro è essere costretti a portare sempre con sé il caricabatterie per assicurare una continua alimentazione al device a rischio spegnimento per troppo utilizzo. Il secondo problema è invece relativo al chi controlla il cellulare quando non dovrebbe. Senza scivolare nella demagogia, il politico è la figura che più di altri dovrebbe rispecchiare i principi della correttezza e del buon comportamento. E quando non riesce a farlo, dovrebbe comunque apparire attento al dovere.

Tradotto in termini pratici, quando non è necessario dovrebbe evitare di utilizzare lo smartphone negli incontri istituzionali. Il rischio è di essere messo alla berlina come è di recente successo in Belgio. Qui un bot scopre i politici che trascorrono il tempo al cellulare.

Politici al cellulare, ci pensa il bot a scoprirli

I fatti che hanno portato alla creazione di un bot per stanare i politici distratti sono questi: l’esperto di arte digitale Dries Depoorter si è accorto che troppi rappresentanti della regione fiamminga del Belgio usano lo smartphone durante le sedute del parlamento. D’altronde gli appuntamenti sono trasmessi via streaming sul canale ufficiale aperto su YouTube. Basta quindi poco per verificare come si comportano in aula mentre i lavori sono in corso. Ma naturalmente per capire se si tratta di una sbirciatina o di una vera e propria distrazione prolungata occorrerebbero inquadrature fisse per l’intera durata delle sedute. Non solo, ma ciascun politico non andrebbe mai perso di vista. Una sfida troppo grande per una sola persona e con i mezzi a disposizione.

Ecco allora che Depoorter ha ideato un bot che cerca gli smartphone quando si avvia un livesteam per poi identificare il politico distratto. Gli strumenti utilizzati per realizzare l’intento sono l’intelligenza artificiale e il riconoscimento facciale. L’idea sarebbe risultata fine a se stessa se non avesse avuto l’intuizione decisiva. Quella di rendere pubblica l’identità del politico distratto con il sistema dei tag su Twitter e Instagram. E in effetti i risultati sono apparsi subito piuttosto imbarazzanti.

Politici controllati dal bot, migliora l’attenzione?

Come fa presente Depoorter, il bot è scritto in Python e utilizza l’apprendimento automatico per rilevare i cellulari e il riconoscimento facciale per identificare il politico. Il software è stato testato per la prima volta il 5 luglio 2021. La spinta è arrivata dallo scandalo che, due anni prima, aveva travolto il presidente fiammingo Jan Jambon, sorpreso a dilettarsi con Angry Birds nel bel mezzo di un dibattito politico. Il bot è di fatto sempre attivo in quanto se non ci sono riunioni dal vivo, passa al setaccio i video più datati caricati sul canale YouTube.

Ebbene, i primi risultati parlano chiaro: basti vedere la quantità di politici taggati per rendersi conto di come l’utilizzo del cellulare durante i lavori parlamentari siano una cattiva abitudine molta diffusa. Non solo, ma a ciascun politico sorpreso a distrarsi è associata una percentuale sull’uso dello smartphone. E notare picchi tra l’80 e il 90% del tempo fa ben comprendere cosa succede in aula. Intendiamoci, non si tratta di una specialità del parlamento belga. Anche dalle nostre parti, siamo pronti a scommettere, il tasso di attenzione dei nostri parlamentari non è sempre esemplare. Senza dimenticare che il cellulare è uno strumento di lavoro anche per i politici. Al di là delle telefonate in sé.

E se i politici italiani venissero controllati con il bot?

Inevitabile domandarsi cosa succederebbe se anche i politici italiani venissero controllati con il bot. Quali sarebbero i risultati? Il tasso di distrazione sarebbe diverso tra deputati di sinistra e deputati di destra? E tra senatori e deputati, chi mostrerebbe più attenzione ai lavori in aula? Sono domande che, almeno per ora, non hanno una risposta scientifica. E probabilmente non l’avranno mai.

Ma siamo pronti a scommettere che in tanti approverebbero l’idea di implementare un bot per scovare i politici italiani che si distraggono con lo smartphone.