Buon compleanno Alexa: come cambiano le ricerche con la voce

Giuseppe Tripodi -

Se avete un dispositivo Echo in casa, probabilmente vi sarete abituati a parlarci come se fosse un vecchio amico che vi ascolta da sempre: eppure, nonostante la familiarità, Alexa è arrivata in Italia solo un anno fa.

E sarà proprio per la naturalezza con cui l’assistente vocale di Amazon è entrato nelle vite degli italiani, che per molti sembra ormai un compagno irrinunciabile: e non parliamo solo di giovani early adopter, perché tra gli utenti più affezionati agli Echo ci sono un gran numero di persone decisamente mature.

E, come diceva qualcuno all’evento per celebrare il compleanno di Alexa, tenutosi ieri sera alla Fabbrica del Vapore (dove è possibile visitare anche la mostra Io, Robotto), quado vedi tua madre che interagisce con Alexa senza chiederti come funziona questo nuovo aggeggio che le hai portato, capisci che le interazioni vocali andranno lontano.

D’altra parte, per gli esseri umani la voce è lo strumento di comunicazione per eccellenza e, sin dagli albori dell’informatica, cerchiamo di parlare con le macchine: già negli anni ’50, nei laboratori di IBM e Bell Labs, troviamo i primi esperimenti di riconoscimento vocale per interfacciarsi ai computer. Già da allora, gli ingegneri pensavano che il metodo più naturale per dare istruzioni ad un elaboratore fosse la voce; tuttavia, il riconoscimento del linguaggio naturale si rivelò più complesso del previsto, e gli utenti dovettero imparare ad usare mouse e tastiere.

Al contrario, adesso la tecnologia è pronta ad ascoltare gli umani, ma questo porta con sé nuove sfide e un cambio di paradigma nelle interazioni.

Lo hanno spiegato bene gli ospiti presenti al compleanno di Alexa: ad esempio, Andrea Santagata, Chief Innovation Officer di Mondadori, ha raccontato le sfide del team di GialloZafferano per spiegare a voce le ricette del portale (a parire da carbonara e tiramisù, tra le più richieste dagli italiani!).

Da sinistra: Davide Fumagalli (caporedattore Milano Finanza), Marco Tibaldeschi (Co-founder Aloud Tech), Franco Villani, (CEO BTicino) e Andrea Santagata (Chief Innovation Officer Gruppo Mondadori)

Senza un supporto visivo, infatti, è stato necessario ripensare l’approccio alla fruizione delle ricette: non più un testo unico (che sul sito l’utente può scorrere facilmente avanti e indietro col mouse), ma piccoli blocchi spezzettati, per dare a chi ascolta tutto il tempo necessario per sbattere le uova e, all’occorrenza, risentire le istruzioni. Con Alexa, GialloZafferano doveva diventare un po’ la nonna dall’altro capo del telefono che ti segue nella preprazione del pranzo della domenica: sempre pronta a ripetere gli ingredienti, a rispiegare un passaggio.

Inoltre, è stato di fondamentale importanza ascolare i feedback e le richieste degli utenti: ad esempio, per fornire risposte coerenti alle persone che chiedevano ricette senza formaggio, è stato necessario organizzare gli ingredienti in categorie, così che la Skill di GialloZafferano sappia che una carbonara non va bene, perché il pecorino romano è un formaggio.

Sui feedback e lo studio di come gli utenti interagiscono con lo strumento, anche Marco Tibaldeschi, co-founder di Aloud Tech e sviluppatore della Skill Capitali del Mondo, ha raccontato la sua. Ad esempio, uno dei primi ostacoli con cui si è scontrato è stata la naturalezza del linguaggio parlato: così, il quiz si è dovuto adattare ai giocatori che ripetono più volte la risposta, presi dall’impeto e dalla frenesia del gioco a tempo .

Ma oltre giochi e ricette, Alexa viene utilizzata tanto anche nell’ottica della domotica: controllare la propria casa con la voce è una piccola chicca che dà sempre grande soffisfazione. Lo sa bene Franco Villani, CEO di BTicino, che insieme a Impresa Rusconi ha progettato Torre Milano, il primo edificio in Italia con Alexa integrato.

D’altra parte, il nostro paese è tra i più avanti in Europa in termini di casa intelligente, e ha recepito Alexa davvero molto bene: siamo passati dalle 400 Skill al lancio nel 2018 alle oltre 3.500 disponibili attualmente, che hanno reso l’Italia il paese non anglofono con il maggior numero di Skill Alexa disponibili.

Giulia Poli, Country Manager Alexa per l’Italia

Questo ha probabilmente contribuito ad un circolo virtuoso, che si manifesta anche nel rapporto con le istituzioni, sempre più pronte ad un approccio digitale: ad esempio, Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano, ha ricordato il successo del Fasciolo digitale del Cittadino, che ha ridotto drasticamente le file negli uffici e i tempi d’attesa (ad esempio, l’attesa per il trasferimento di residenza è passato da una media 30 giorni a soli 3 giorni).

In ogni caso, Giulia Poli, Country Manager di Alexa per l’Italia, ha raccontato con grande entusiasmo il successo dell’assistente vocale in Italia: una crescita del 140% nei mesi da gennaio a settembre e il 70% degli utenti che recensisce con 5 stelle i dispositivi Echo. E certamente, con il Black Friday alle porte, siamo sicuri che il numero di persone che parlano con Alexa crescerà ancora.

Da sinistra: Marco Tibaldeschi (Co-founder Aloud Tech), Andrea Santagata (Chief Innovation Officer Gruppo Mondadori), Franco Villani, (CEO BTicino), Roberta Cocco (Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano), Giulia Poli (Country Manager Alexa per l’Italia), Davide Fumagalli (caporedattore Milano Finanza)