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Chia è davvero la migliore alternativa futura al Bitcoin? Caratteristiche della nuova criptovaluta

SmartWorld team

Si chiama Chia, è stata ribattezzata la criptovaluta ecologica e i suoi sostenitori promettono guadagni senza consumare le risorse del Pianeta. Cosa c’è di vero? Possiamo considerarla l’alternativa verde al Bitcoin? Quali sono le sue caratteristiche? Come funziona? Si tratta davvero di una interessante occasione per investire i propri risparmi? Punto di partenza è il sito ufficiale della nuova moneta digitale da cui scaricare il software per tutti i principali sistemi operativi.

Chia è una moneta digitale nata grazie a Bram Cohen, l’inventore della rete BitTorrent. Se riavvolgiamo in nastro degli eventi scopriamo che Chia è stata costituita nell’agosto del 2017. L’obiettivo, argomentano i promotori, è lo sviluppo di una blockchain migliorata e una piattaforma di transazione intelligente. Da qui la costituzione del Chia Network per il pagamento globale.

Quali sono le caratteristiche di Chia: come funziona

Chia utilizza l’algoritmo Proof of Space and Time, creato da Bram Cohen, ingegnere di protocolli di rete e inventore di BitTorrent. Si tratta di una combinazione tra Proof of Space e Proof of Time. In pratica utilizza lo spazio di archiviazione per raccogliere una collezione di numeri crittografici chiamati plot.

Gli utenti sono denominati farmers in quanto coltivano (e non minano, come vedremo a breve) lo spazio libero sull’hard disk del PC o esterno. Per farlo devono installare il software che memorizza i numeri crittografici. Per questa attività ricevono come ricompensa blocchi della blockchain. In pratica, maggiore è lo spazio che si mette a disposizione e più elevati sono i Chia ricevuti. Il linguaggio di programmazione è il Chialisp. Tra i finanziatori della criptovaluta ci sono diversi venture capitalist, tra cui Andreessen Horowitz con sede a Menlo Park, in California.

Quali sono le differenze tra Chia e Bitcoin

bitcoin

In cosa Chia è differente da Bitcoin? Perché preferire questa nuova criptovaluta rispetto al più rodato Bitcoin? Per la sua anima ecologica, spiegano i promotori. La moneta digitale Chia non si mina come il Bitcoin. Bensì si “farma” ovvero si coltiva. Una differenza non di poco conto perché in termini pratici significa che non sfrutta la potenza di calcolo del PC. Ma ha comunque bisogno di spazio per l’archiviazione di blocchi di dati, i plot, utili per tenere in piedi il funzionamento del sistema di scambio. C’è chi ha provato a quantificarli, rilevando che ciascun plot richiede circa 350 GB di spazio di archiviazione e 4 GB di RAM.

L’occupazione di risorse non è eccessiva. Se facciamo un passo indietro, ci accorgiamo che chiunque può usare il proprio computer per minare criptovalute. Almeno in teoria, perché nel passaggio alla pratica emerge la dura realtà. Per via dell’accesa competizione è ragionevolmente impensabile di guadagnare un controvalore di pochi centesimi di euro. Il rendimento del sistema è tale da non riuscire ad andare al di là della copertura del consumo di energia elettrica. A meno che non si faccia questa attività di mestiere. Oppure si individua un’alternativa, come Chia.

Investire in Chia conviene davvero?

È quindi tutto oro quel che luccica intorno alle possibilità di guadagno prospettate da Chia? Solo in parte. Quando sottolineiamo la necessità di disporre di molto spazio per l’archiviazione dati significa che occorrono decine o centinaia di Terabyte. In un’ottica di competizione con altri “coltivatori” di Chia occorre mettere in conto la presenza di speculatori. Si tratta di quelle realtà che acquistano centinaia di dischi fissi per la creazione di sistemi per farmare. Allo stesso modo di come si fa con le schede video per i Bitcoin. Il risultato? Si riducono per gli utenti singoli le possibilità di ottenere una transazione. Non è affatto un caso che in alcuni Paesi asiatici (Cina e Vietnam in particolare), hard disk e SSD siano diventati merce rara. La domanda – raccontano – è schizzata alle stelle, i produttori non riescono a stare al passo e i venditori alzano i prezzi delle scorte.

Nella valutazione sulla opportunità e la convenienza di investire in Chia occorre tenere conto anche di un altro importante elemento. A differenza del Bitcoin, che pure è afflitto da problemi di volatilità e di prospettive non ancora solide, Chia è una criptovaluta nuova. In termini pratici comporta che alcuni dei principali siti di scambio non la accettano. Da qui ai prossimi mesi e anni è verosimile attendere qualche aggiustamento nel sistema di funzionamento.

  • Fab

    Shameless shill

  • john luke

    Shill senza vegogna.
    FAte più HYpe