Cina sempre più contro le criptovalute: ora chi le utilizza è considerato un criminale

Ovviamente la criptomoneta di stato, il Digital Yuan, è esclusa da questa decisione
Cina sempre più contro le criptovalute: ora chi le utilizza è considerato un criminale
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

La Cina sembra decisa a combattere le criptovalute, ma a ben vedere forse è maggiormente interessata a difendere la propria. Secondo una sentenza della Corte Suprema cinese, infatti, tutte le criptovalute e le transazioni sono ora soggette al diritto penale, una mossa che segue il ban al mining dei Bitcoin dell'anno scorso.

La formulazione della sentenza è molto ampia, facendo riferimento alle "transazioni in criptovaluta", e poiché ogni movimento associato alle criptovalute è essenzialmente una transazione, chiunque sia associato alle criptovalute è in teoria perseguibile. Ovviamente questa decisione non include la criptovaluta di stato, il "Digital Yuan", che viene salvaguardato per permettere al governo di mantenere l'autorità e il monitoraggio sulle monete virtuali.

Con la nuova legislatura, i sospettati coinvolti in reati che coinvolgono ingenti forme di denaro rischiano il carcere da 3 a 10 anni e multe comprese tra 7.900 e i 79.000 dollari, mentre per i reati minori c'è il carcere fino a 3 anni e una multa che va da 3.160 a 31.600 dollari.

Via: Neowin
Fonte: SCMP
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