Scordatevi Matrix: questo computer va a fotosintesi

Scordatevi Matrix: questo computer va a fotosintesi
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

All'alba del 2000, tutti noi (o quantomeno i più anziani tra noi) avevamo rabbrividito all'idea del film Matrix di utilizzare uomini come batterie, ma sembra che un gruppo di scienziati dell'Università di Cambridge sia andato oltre, utilizzando alghe per alimentare un processore per computer.

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I ricercatori hanno sigillato una colonia di cianobatteri, comunemente noti come alghe blu-verdi, all'interno di un involucro di metallo delle dimensioni di una batteria stilo. A quel punto hanno esposto il dispositivo alla luce solare, permettendo alle alghe di effettuare la fotosintesi e così di generare una quantità di corrente elettrica in grado di alimentare un chip ARM Cortex-M0+ che consuma 0.3 microwatt l'ora.

Ovviamente l'esperimento è solo uno studio, e se si considera che un computer consuma anche 100 watt l'ora non è facile vedere queste alghe sostituire i normali caricatori, anche a causa della bassa efficienza (0,25% contro il 20% dei pannelli solari). Nondimeno, le applicazioni possibili sono veramente vaste, in quanto il dispositivo

  • non si scarica come una batteria
  • è ecologico
  • potrebbe essere impiegato nell'ormai ubiquitario Internet delle Cose
  • affiancare i normali impianti di produzione dell'energia

anche perché "la batteria ad alghe" è in grado di produrre elettricità anche di notte, grazie all'energia accumulata durante il giorno.

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