DJI AeroScope: la sicurezza prima di tutto e i droni diventano “trasparenti”

Cosimo Alfredo Pina -

DJI continua a lavorare per rendere i droni una tecnologia diffusa, senza compromettere (troppo) il fattore sicurezza. Arriva così AeroScope, un sistema dedicato ad agenzie governative, organi di sicurezza ed enti legati all’aviazione che permette di individuare ed identificare i droni in volo in una certa zona.

Con AeroScope i droni DJI, tramite il proprio radiocomando, trasmettono un segnale che può essere captato tramite appositi ricevitori. Chi è in possesso di questi dispositivi può quindi ottenere dati come numero di serie o di registrazione del drone, posizione, altitudine, velocità e direzione di volo.

L’azienda spiega che il sistema AeroScope è già in funzione in due aeroporti internazionali (non è chiaro quali) e sono in corso dei test in altri ambiti. Per il momento il sistema AeroScope non darebbe accesso ai dati personali del pilota, ma non è da escludere che nei casi di infrazioni delle leggi questi possano essere messi a disposizione delle autorità.

LEGGI ANCHE: Far volare i droni da non professionista, cosa dice la legge?

I droni iniziano ad essere dispositivi con una certa diffusione e più volte questa cosa ha suscitato preoccupazioni in materia sicurezza. DJI punta a dominare questo settore e quindi il lancio di AeroScope è una mossa che le fa guadagnare una bella posizione alla vista delle autorità. Tra l’altro i ricevitori AeroScope utilizzano un protocollo aperto, quindi anche gli altri produttori di droni possono eventualmente implementarlo sui propri modelli.

Non è quindi da escludere che AeroScope diventi un vero e proprio standard dedicato al volo dei droni in sicurezza, cosa tutto sommato auspicabile.