Andando a caccia di bug nei droni DJI potreste guadagnare fino a 30.000 $!

Leonardo Banchi

La lotta di DJI per la sicurezza dei propri droni non è certamente affar nuovo: l’azienda ha infatti di recente dovuto rimuovere dei plugin “golosi di permessi” dalle proprie applicazioni, ma soprattutto introdurre la Local Data Mode per proteggere i dati dei propri utenti dagli attacchi da remoto.

L’azienda cinese ha quindi deciso di fare un passo ulteriore lanciando DJI Threat Identification Reward Program, un programma che ricompensa chi identifichi bug o vulnerabilità nei software o droni.

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Le ricompense saranno legate “al potenziale impatto della vulnerabilità”: per la scoperta di problemi minori si riceveranno 100 $, per poi salire fino a 30.000$ per vulnerabilità in grado di mettere a rischio la privacy degli utenti o la sicurezza dei voli. I problemi scoperti possono essere inviati a bugbounty@dji.com.

“Vogliamo entrare in contatto con la community e rispondere alle loro ragionevoli preoccupazioni con un obbiettivo comune di cooperazione e migliore”, ha dichiarato il Superviore degli Standard Tecnici di DJI Walter Stockwell: “e valutiamo attentamente gli input dei ricercatori sui nostri prodotti per permettere ai clienti di utilizzare prodotti DJI che siano stabili, affidabili e degni di fiducia”.

Via: Techcrunch