Analizzato il primo Dna di un uomo di Pompei vissuto durante l'eruzione: aveva 35 anni e soffriva di tubercolosi

Analizzato il primo Dna di un uomo di Pompei vissuto durante l'eruzione: aveva 35 anni e soffriva di tubercolosi
Antonio Lepore
Antonio Lepore

È stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports uno studio sul DNA di un uomo vissuto a Pompei durante l'eruzione del Vesuvio del 79 avanti Cristo. La lava, infatti, ha conservato intatto il patrimonio genetico, consentendo agli studiosi provenienti da Italia, Danimarca e Stati Uniti di scoprire che la vittima aveva tra i 35 ed i 40 anni e che soffriva di una malattia simile alla tubercolosi.

Si tratta del primo caso in cui un team di scienziati riesce a leggere il DNA di uno degli abitanti di Pompei vissuti oltre 2.000 anni fa. Nel dettaglio, il materiale genetico è stato estratto dal suo petro, un denso segmento di osso a forma piramidale che protegge le orecchie interne. Inoltre, il confronto fra il DNA del cittadino di Pompei con quelli di circa 1.500 Eurosiatici, ha consentito di accertare che alcuni dei suoi antenati provenivano dall'Anatolia. Tra l'altro, aveva anche legami con la Sardegna.

Si tratta, dunque, di una ricerca scientifica importante visto che ha consentito di effettuare diverse scoperte piuttosto interessanti. Si spera, infine, che questo sia il punto di partenza per un'analisi sempre più completa sugli antichi cittadini di Pompei.

Mostra i commenti