Energia eolica e solare stanno piano piano crescendo

Energia eolica e solare stanno piano piano crescendo
Alessandro Nodari
Alessandro Nodari

Ember, think tank ambientale senza scopo di lucro che si batte per ridurre l'uso del carbone, ha appena diffuso il suo rapporto "Revisione globale dell'elettricità" in cui mostra l'andamento negli anni delle diverse fonti (rinnovabili e non) per la produzione di energia elettrica, e sono buone notizie per eolico e solare.

Secondo il rapporto, che copre la produzione di elettricità per 209 paesi dal 2000 al 2020, e fino al 2021 per 75 paesi che rappresentano il 93% della domanda globale di energia, eolico e solare sono le fonti di elettricità in più rapida crescita, mentre in generale le fonti rinnovabili (38%) hanno per la prima volta superato il carbone (36%) per la produzione di energia nel 2021. 

In 50 paesi, comprese tutte e cinque le più grandi economie del mondo (Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania e Regno Unito) eolico e solare hanno raggiunto nel 2021 il valore record del 10% della produzione di energia elettrica e se l'attuale tasso di crescita composto medio del 20% può essere mantenuto fino al 2030, le due sorgenti potrebbero crescere abbastanza da limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

L'andamento è promettente, in quanto nel 2021 tra questi 50 si sono aggiunti sette nuovi paesi (Cina, Giappone, Mongolia, Vietnam, Argentina, Ungheria ed El Salvador), mentre dieci paesi (Danimarca, Lussemburgo e Uruguay) hanno generato ben oltre il 25% della loro elettricità da eolico e solare (rispettivamente al 52%, 43% e 47%).

Il problema è che nel 2021 si è visto il maggiore aumento di richiesta di energia mai registrato (+1,414 TWh). Questo ha spinto l'uso di combustibili fossili, in particolare il carbone, che con il massimo storico di 10.042 TWh ha visto l'aumento più rapido almeno dal 1985 (+9%) ed è da notare che nessuna compagnia petrolifera ha dichiarato di voler ridurre le proprie emissioni per il 2030. La strada quindi è ancora lunga, e certo il rapporto non tiene in considerazione la riapertura delle centrali a carbone per la guerra in Ucraina e la tensioni con la Russia.  

Via: Electrek
Fonte: Ember
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