Eni apre a Gela il primo impianto per trasformare i rifiuti organici in bio olio

Redazione - La raffineria siciliana sarà la prima a poter sfruttare la nuova tecnologia proprietaria "waste to fuel".

In collaborazione con Eni

Lo smaltimento dei rifiuti è un argomento sempre di grande attualità in Italia, per questo negli ultimi anni ci sono stati importanti progressi legati alla trasformazione dei rifiuti da “problema” a “risorsa”. La nuova iniziativa di Eni è relativa proprio a questa esigenza e permetterà di dare un senso nuovo allo smaltimento, producendo carburante bio a partire dai rifiuti organici.

Ad occuparsi di questo settore sarà Syndial, società ambientale di Eni, che ha già avviato le prime sperimentazioni in Sicilia. Il primo impianto pilota destinato al recupero e alla trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) è quello della raffineria di Gela: qui tali rifiuti vengono tramutati in bio olio, che potrà servire in seguito per la produzione di carburanti di nuova generazione.

L’impianto sfrutta la tecnolgia proprietaria waste to fuel, sviluppata e perfezionata dal Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara, grazie al quale è possibile produrre energia dalle biomasse ed ottenere acqua come sottoprodotto della lavorazione. Si tratta, dunque, di un impianto industriale a basso impatto ambientale che promette di generare grandi vantaggi per il territorio, sia in termini di eliminazione dei rifiuti che di produzione energetica.

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Quello di Gela è solo il primo di una serie di impianti che Eni intende aprire sia in Italia sia all’estero. Da questo primo impianto saranno ricavati dati ed esperienza per la realizzazione di quelli futuri, che dovranno ottimizzare i processi e rendere ancora più efficiente la produzione, dando i loro benefici ad ampie zone del nostro Paese. Se volete saperne di più a riguardo, potete visitare il sito ufficiale di Eni a questo indirizzo.