Perché Facebook è furente con Apple

Nicola Ligas

Lo scorso giugno, al WWDC 2020, Apple annunciava le novità di iOS 14, tra le quali un meccanismo che avrebbe permesso agli utenti di  cancellarsi dal tracciamento pubblicitario delle app. Questa funzione, chiamata App Tracking Transparency, non ha chiaramente riscontrato grande consenso tra i giganti della pubblicità mirata (come Facebook), ed Apple ne ha rinviato l’attuazione fino al 2021, in modo anche da dare tempo agli sviluppatori di adattare le proprie app. Ma ora che il 2021 è alle porte, e la società di Cupertino non accenna a tornare indietro, la situazione si sta inasprendo sempre più.

Un recente aggiornamento dell’App Store ha infatti reso più evidenti i dati personali che le varie app possono raccogliere, ed è inutile sottolineare che Facebook (e Messenger) ha un elenco bello lungo di informazioni. Unite questi due fattori, ed avrete un Facebook furente al punto da spingerlo ad acquistare una serie di pagine pubblicitarie in quotidiani quali il New York Times, il Wall Street Journal ed il Washington Post, per attaccare apertamente Apple.

La logica di Facebook tira in ballo le piccole aziende/attività, che si troveranno limitate nella loro possibilità di avere pubblicità personalizzate per raggiungere efficacemente i propri clienti. Una sorta di rivalsa un po’ trasversale insomma, rafforzata anche da un post sul proprio blog, nel quale Facebook si fa paladino dei più deboli. Sembra inoltre che la piattaforma pubblicitaria di Apple (e questo in effetti sarebbe più grave) sia esentata dai recenti cambi di policy nell’App Store.

Ma non finisce qui, perché le azioni di Facebook andranno avanti anche su un altro fronte, ovvero quello che vede contrapposte Apple ed Epic Games, sulla cui vicenda Facebook sarebbe pronto a fornire informazioni rilevanti riguardo come le policy di Apple abbiano danneggiato Facebook e coloro che fanno uso dei suoi servizi.

La risposta di Apple è arrivata nella forma di una dichiarazione a TheVerge:

We believe that this is a simple matter of standing up for our users. Users should know when their data is being collected and shared across other apps and websites — and they should have the choice to allow that or not. App Tracking Transparency in iOS 14 does not require Facebook to change its approach to tracking users and creating targeted advertising, it simply requires they give users a choice.

Facebook difende le piccole aziende, Apple gli utenti, che hanno il diritto di sapere quali loro dati siano coinvolti e di chiamarsi fuori in ogni momento. Questo è il modo di porsi delle due aziende, che mai come ora sembrano essere ai ferri corti. Ovviamente ciascuna delle due avrà le sue motivazioni, che probabilmente vanno al di là del solo benessere di aziende ed utenti, ma questo è un discorso sul quale potremmo discutere a lungo. Per adesso quindi ci fermiamo qui, sicuri che la vicenda sia tutt’altro che prossima alla conclusione.

Via: XDA