Ieri sera c’era un’auto in orbita, la Terra riflessa sul suo cofano, ed è stato incredibile! (video)

Nicola Ligas -

Falcon Heavy, il più potente razzo mai realizzato, ha preso il volo nella serata di ieri, 6 febbraio, più precisamente verso le 21:45 ora italiana (contro le 19:30 previste), dal celeberrimo Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida. Ci sono vari motivi per cui questo lancio segna una pietra miliare nell’industria aerospaziale, e senza tediarvi con troppi dettagli tecnici, vogliamo comunque ripercorrerne i principali.

È il più potente

Non è una questione di “machismo”. Un razzo più potente significa che può portare più roba in orbita, dai satelliti fino alle persone. Quanta “roba”? Circa 64 tonnellate. Questo apre tutta una serie di possibilità future che per ora possiamo solo immaginare. Sintetizzando possiamo dire che ciò che prima non poteva facilmente andare nello spazio, ora può. Pensate che SpaceX ha già in programma di mandare sulla luna una coppia di clienti paganti, in un prossimo futuro. Si sono aperte le porte del turismo spaziale?

Costa poco

Ogni volo del razzo ha un costo stimato in 90 milioni di dollari. Sono pochi, considerando che parliamo appunto del più potente. Il prossimo razzo, in ordine di potenza, il Delta IV Heavy, richiede circa 350 milioni a lancio. E parliamo di un razzo in grado di mandare in orbita la metà di ciò che può il Falcon Heavy.

È riusabile (in parte)

Due dei tre propulsori utilizzati per far partire il razzo sono atterrati esattamente dove avrebbero dovuto. L’animazione qui sopra sembra banale, ma è invece incredibile. I propulsori di questo tipo solitamente vanno persi, sganciandosi dal razzo principale e precipitando al suolo. Inutile puntualizzare che i vantaggi economici e tecnici sono enormi.

C’è una Tesla Roadster in orbita

Elon Musk, CEO di SpaceX e di Tesla, ha spedito letteralmente la sua Roadster in orbita. Il fascino del silenzio del video qui sotto parla da solo, ma non è solo una questione di “spettacolo”. A bordo dell’auto c’è una sorta di manichino, chiamato non a caso Starman, con addosso una delle tute spaziali realizzate da SpaceX. Non un mockup, ma una vera tuta, come quelle che indosseranno gli astronauti. Si tratta quindi di un vero e proprio test su strada, che consentirà di raccogliere dati importanti.

Peccato che la spinta sia stata eccessiva, e che l’auto mancherà Marte, per dirigersi invece verso la fascia di asteroidi. Che viaggio!

È stato un successo

Il lancio di Falcon Heavy è stato un successo, in ogni senso. Il fatto che uno dei tre propulsori ausiliari non sia atterrato, non compromette in alcun modo il traguardo raggiunto. Su YouTube è stato il secondo live streaming più seguito di sempre, con oltre 2,3 milioni di telespettatori in contemporanea. Dopo anni in cui l’industria aerospaziale non faceva più notizia, è ora tornata ad essere un fenomeno di massa, e questa rinnovata attenzione porterà (probabilmente) nuove risorse ad un settore che rappresenta per molti aspetti il futuro.

E ora?

Falcon Heavy ha già in programma altre due missioni nel 2018: mettere in orbita un satellite dell’Arabia Saudita, chiamato Arabsat 6A, e poi farà una test anche per la US Air Force, con lo scopo di certificare il razzo per missioni di sicurezza nazionale. E sono già previsti ulteriori due lanci di satelliti per le comunicazioni. Si parla anche di un possibile interesse della NASA, per inviare robot laddove nessun umano è mai giunto prima o per mandare l’uomo sulla Luna.

Questo lancio è stato insomma un banco di prova, ed averlo passato con successo è senz’altro un ottimo biglietto da visita, il che significa che l’interesse verso Falcon Heavy è appena iniziato.

Via: The Verge (1), (2)