I Google Glass potrebbero aver trovato la loro strada in una causa molto nobile

I futuristici (e mai decollati) occhiali smart di Google potrebbero venire impiegati nella terapia per l'autismo.
I Google Glass potrebbero aver trovato la loro strada in una causa molto nobile
Edoardo Carlo
Edoardo Carlo

Annunciati nel lontano 2013, i Google Glass suscitarono scalpore nel mondo della tecnologia, rappresentando una prima e concreta realizzazione di un'idea ricorrente nei film di fantascienza. Occhiali smart, dotati di display, fotocamera e audio a conduzione ossea, cosa chiedere di più? Nulla sulla carta, ma ben presto Big G si scontrò con la dura realtà e tempi probabilmente troppo prematuri per un dispositivo simile.

Negli anni i Google Glass hanno visto qualche tenue evoluzione, alla disperata ricerca di campi di utilizzo che ne giustificassero l'esistenza, tuttavia vanamente.

Ora però, si è accesa una nuova speranza per i futuristici occhiali di Google, che potrebbero essere impiegati come supporto nella terapia per l'autismo.

I bambini affetti da autismo manifestano infatti un ampio spettro di difficoltà di interazione con il mondo esterno, specialmente con le altre persone. In particolare, sostenere il contatto visivo e desumere lo stato d'animo della persona che hanno di fronte dalle espressioni facciali risulta spesso un compito difficile, che necessita di allenamento, supportato da terapisti specializzati.

In assenza però di un numero sufficiente di terapisti per ciascun bambino affetto da autismo, alcuni ricercatori di Standford hanno iniziato a sperimentare l'impiego dei Google Glass come surrogato a questa terapia. Gli occhiali di Google hanno il compito di riprendere il volto della persona nel campo visivo e trasferire le informazioni ad uno smartphone collegato. Da qui, servendosi dell'intelligenza artificiale, parte un nuovo input indirizzato ai Glass, chiamati a visualizzare sul proprio display una emoticon relativa allo stato d'animo decifrato, permettendo al bambino o alla bambina di recepire l'informazione corretta.

Secondo ricercatori e medici, le prime sperimentazioni hanno avuto risultati incoraggianti, consentendo ai bambini non solo di migliorare il corretto riconoscimento delle espressioni facciali, ma anche di sostenere maggiormente il contatto visivo e di espandere le interazioni sociali. Occorreranno ulteriori studi e sperimentazioni prima di poter impiegare i Google Glass su larga scala per questo scopo. Che abbiano finalmente trovato la loro strada?

Via: Slash Gear

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