Cos'è il progetto Google Restor e come aiuterà il pianeta

Google Restor è il nuovo progetto di Google che si poggia su una piattaforma open-source in grado di fornire a tutti informazioni su territori ed ecosistemi
Cos'è il progetto Google Restor e come aiuterà il pianeta
SmartWorld team
SmartWorld team

Nei giorni in cui a Glasgow va in scena la Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021, i capi di Stato e di governo mondiali si scambiano promesse, piani e visioni su come bloccare il riscaldamento globale e impegnarsi verso la decarbonizzazione. Un tavolo cui devono necessariamente sedere tutti i big del pianeta, impegnandosi ad adottare strategie in grado di salvaguardare la Terra. Google, dal canto suo, si sta portando avanti lanciando una serie di iniziative e progetti all'insegna della sostenibilità che he diffuso nelle ultime settimane.

Il progetto Google Restor, in particolare, è finalizzato a consentire a tutti di contribuire alla protezione del pianeta e al ripristino degli ecosistemi mondiali attraverso una piattaforma open source in grado di fornire in tempo reale informazioni sul potenziale riassetto di qualsiasi territorio. La piattaforma è accessibile a tutti e da tutto il mondo, e fornisce dati scientifici indispensabili e immagini satellitari ad alta risoluzione. L'idea è mettere questi dati a disposizione di privati cittadini, aziende e istituzioni, e consentire agli esperti di fare rete per mettere a punto strategie in grado di proteggere e restaurare un ecosistema.

"Di fronte al rapido surriscaldamento del nostro pianeta, proteggere e ripristinare gli ecosistemi mondiali è fondamentale per salvaguardare la biodiversità da cui tutti dipendiamo e per aiutarci ad adattarci a un clima che cambia - ha spiegato Google sul suo blog - Inoltre, ripristinare il potenziale ecologico degli ecosistemi stessi ha il potenziale di ridurre circa il 30% delle emissioni globali di carbonio accumulate ed è già una componente chiave per limitare gli effetti più devastanti del cambiamento climatico".

Come funziona il progetto Google Restor

Fondato da Crowther Lab e alimentato da Google Earth Engine e Google Cloud, Restor permette a chiunque di analizzare il potenziale di riassetto di qualsiasi territorio. Quando si evidenzia un'area specifica sulla mappa di Restor, vengono mostrati i dati sulle specie di piante locali e le loro caratteristiche, il livello di carbonio nel suolo attuale e potenziale di tale luogo e altre variabili come la copertura del suolo, il suo PH e le precipitazioni annuali. Con queste informazioni, chiunque può intraprendere questo percorso di riassetto e determinare quali piante coltivare e come curare l'area. La piattaforma mette in contatto tra loro i professionisti, facilita lo scambio di informazioni, e rende i progetti visibili a potenziali finanziatori e al pubblico.  A oggi sono 74.900 i siti censiti e mappati, ma il numero continua a crescere anche grazie ai singoli contributi.

La piattaforma è stata progettata e sviluppata in collaborazione con designer, animatori e tecnologi creativi del Google Creative Lab. Un ulteriore supporto, sotto forma di una sovvenzione di un milione di dollari da parte di Google.org, sta aiutando il team di Restor a testare nuovi modi per raccogliere indicatori come la dimensione e la densità degli alberi, l'umidità del suolo e la vegetazione da vari progetti di restauro attualmente in corso: "Queste informazioni aiuteranno i modelli di apprendimento automatico di Restor a ottenere approfondimenti a carattere ambientale ecologici più accurati - spiega il colosso di Mountain View - a monitorare l'andamento del progetto, a consentire un intervento precoce nelle aree a rischio e ad aiutare le organizzazioni di ripristino ecologico a imparare le une dalle altre".

Facebook vieta la vendita di terreni nella foresta amazzonica sul suo martketplace

Google Restor ha preso il via nel 2019, quando il professor Thomas Crowther e un team di scienziati del laboratorio Crowther dell'Università ETH di Zurigo si sono resi conto della necessità di sostenere progetti di ripristino (ecologico) in tutto il mondo e hanno compreso a pieno il fatto che molti scienziati e ricercatori - ma non solo - lavorano in isolamento e senza alcun accesso a preziosi dati scientifici. Il progetto è partito quindi per mettere in contatto i professionisti tra loro e con gli scienziati, e per creare una rete di portata mondiale e rendere il movimento visibile al pubblico. 

"Mentre lo sforzo di investire e sostenere il ripristino degli ecosistemi cresce in tutto il mondo, vogliamo essere sicuri che tutti possano misurare efficacemente i progressi - ha concluso Kate Brandt, chief sustainability officer di Google - Per fare questo, ci devono essere degli standard a livello di settore per tracciare le metriche, come la dimensione degli alberi, il tasso di crescita e la quantità di carbonio nel suolo. Per fare in modo che diventi uno standard, Google.org sta erogando 500.000 dollari a Climate Focus a sostegno del Global Restoration Observatory, che riunirà i principali fornitori di dati, think tank ed esperti di restaurazione per fare proprio questo. Per proteggere e invertire il degrado di miliardi di ettari di ecosistemi nel nostro pianeta è necessaria la partecipazione delle persone in tutto il mondo. Attraverso il nostro sostegno a organizzazioni come Restor e Climate Focus, ci auguriamo di potenziare un movimento globale e di permettere a noi tutti di risanare il nostro pianeta". 

Commenta