Google sta riducendo la qualità delle immagini slideshow di Chromecast (e non solo) per ridistribuirne la banda

Giovanni Bortolan

In seguito al comunicato di Google riguardante la riduzione della qualità video dei dispositivi Nest, oggi subiscono l’analogo destino anche i Chromecast e gli smart display. L’obiettivo di queste mosse è, come facilmente deducibile, l’alleviare la pressione della mole di dati richiesta da tutto il mondo, in un periodo in cui la maggior parte della popolazione globale è in casa.

Il cambiamento avrà luogo nel corso dei prossimi giorni e si riguarderà principalmente la qualità delle immagini e la velocità della slideshow della modalità Ambient di Chromecast. Google tiene a precisare che, malgrado siano costretti a fare ciò, abbiano comunque lavorato in maniera tale da rendere il cambiamento difficilmente percettibile. A differenza di quanto dichiarato per Nest tuttavia, non sono state rese note delle indicazioni sul come ripristinare i valori iniziali di qualità una volta che la domanda di banda non sarà così alta. Ciò potrebbe quindi avvenire in maniera automatica.

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Sebbene ciò possa sembrare una scelta “inutile” in realtà la quantità di dati che la modalità slideshow richiede è tutt’altro che esigua. Questo non riguarda solamente gli smart display Google, ma anche quelli dei competitor come Lenovo. Da una piccola indagine interna svolta dai colleghi di Android Police infatti è emerso come un dispositivo di questi lasciato in perenne modalità Ambient richieda circa 200 MB al giorno, che si traducono in circa 6 GB al mese. Cifre che, su larga scala, rappresenterebbero una fetta piuttosto vasta da ridistribuire.

Fonte: Android Police