Come funziona il guanto "magico" che permetterà di toccare gli oggetti nel Metaverso

Il Metaverso nel segno della realtà grazie al guanto aptico che permetterà di sentire la consistenza e la pressione degli oggetti virtuali
Come funziona il guanto "magico" che permetterà di toccare gli oggetti nel Metaverso
SmartWorld team
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Reale e virtuale, due concetti che costituiranno parte inscindibile dell'ambizioso Metaverso immaginato da Mark Zuckerberg. E a far da ponte di collegamento sarà addirittura uno strumento tipico dei film di fantascienza: un guanto aptico per afferrare gli oggetti nel mondo tridimensionale, restituendo all'utente quella percezione fisica che ancora ad oggi separa nettamente la realtà dall'ambiente digitale. L'ultimo miglio di un'interattività VR che ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni.

I colossi della Silicon Valley stanno già sviluppando i loro mondi virtuali e il feedback tattile sarà senz'altro la prossima grande frontiera del settore tecnologico, dopo gli importanti progressi compiuti con il video immersivo, la realtà mista, il rilevamento dei volti e l'audio spaziale. L'idea del guanto aptico è frutto di oltre sette anni di sperimentazione della divisione Reality Labs, la fucina dei dispositivi hardware dell'ex Facebook, come la linea di visori Oculus Quest e gli speaker Portal.

Il guanto per accarezzare il Metaverso

Il progetto è ovviamente ancora in stato embrionale, ma mostra efficacemente dove si sta dirigendo la ricerca. Il guanto sarà infatti il giusto complemento dei visori VR: mentre i secondi catapulteranno l'utente in un'esperienza immersiva e ricca di contenuti, il primo costituirà invece la parte reale e più credibile dell'interazione tra uomo e computer, consentendo a chi lo indossa di percepire fisicamente gli oggetti simulati e persino distinguere pesi, pressioni e consistenze. Afferrare un libro è molto diverso dall'accarezzare un animale: lo sa bene Mark Zuckerberg ed è per questo che dispositivi come il guanto avranno un ruolo cruciale nel Metaverso, la piattaforma di realtà virtuale e aumentata dove le persone potranno incontrarsi per compiere le attività della quotidianità, come lo studio, lo svago e il lavoro.

Il guanto aptico e la tecnologia microfluidica

Il prototipo messo a punto da Reality Labs sfrutta una tecnologia chiamata feedback microfluidico, proponendosi come innovazione rispetto alle tradizionali soluzioni rigide, certamente meno incisive quando si tratta di simulare sensazioni più profonde su tutta la mano. Mentre gli smartphone, i dispositivi mobili in generale e i joypad hanno un feedback tattile che utilizza tanti piccoli motori per ricreare la simulazione di ronzii o rimbombi, la tecnologia microfluidica si comporta invece in modo diverso, basandosi su decine di sensori – definiti dagli sviluppatori come "attuatori pneumatici" – e su uno speciale chipset posizionato dall'interno al centro della mano per controllare e spingere il flusso d'aria attraverso una serie di camere d'aria. Così facendo, si creeranno dei dossi tra le dita che restituiranno la tipica sensazione di presa degli oggetti tridimensionali, per un'esperienza ancora più immersiva.

Indossando questi speciali guanti, l'utente immerso nel digitale potrà quindi percepire le stesse sensazioni che proverebbe nel mondo reale. Ovviamente la resistenza e la pressione sull'arto saranno parametrati in base al tipo di oggetto. Come spiegato da Reality Labs nel suo blog ufficiale, toccare una penna sarà diverso rispetto ad afferrare un pallone: nel primo caso, si gonfieranno infatti soltanto i sensori sulle estremità di pollice ed indice, mentre nell'altra circostanza saranno coinvolti tutt'e due i guanti e un numero maggiore di attuatori. Meta ha affermato di aver creato il "primo processore microfluidico ad alta velocità al mondo", chipset appunto inserito dentro al guanto per controllare i controlli di feedback restituiti in base all'oggetto che si afferra o si sfiora.

Le potenzialità future

La rinnovata credibilità della realtà virtuale o della realtà aumentata sarà poi incrementata da suoni – che daranno appunto l'illusione del tocco fisico – e da un'attenzione anche sul lato estetico: per quanto poco estetici, i guanti saranno infatti comodi da indossare, con la morbidezza elementi chiave nello sviluppo. Certo, potrebbe essere imbarazzante girovagare con guanti dalle dimensioni generose legati con cavi e tubi.

Le potenzialità dei guanti aptici vanno di pari passo con il Metaverso. Gli sviluppatori hanno dipinto soltanto alcuni degli infiniti scenari di utilizzo, come la digitazione su tastiere virtuali con la riproduzione tattile e sonora di ogni singolo clic, o l'afferrare un pennello per dipingere. In ogni caso, secondo Michael Abrash di Reality Labs, si tratterà di una tecnologia specifica per la realtà virtuale e aumentata, non funzionando infatti allo stesso modo su un più classico schermo 2D.

Il progetto richiederà ovviamente ancora del tempo prima di vederlo concretamente sul mercato. Si tratta in fondo di una tecnologia molto complicata e che probabilmente richiederà ancora molti anni di sviluppo prima di raggiungere il pubblico mainstream. Ma la strada sembra comunque già tracciata.

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