I vantaggi di un computer sempre connesso (Opinione)

Giuseppe Tripodi

Nell’ultimo decennio abbiamo sentito parlare di Qualcomm quasi unicamente in ambito smartphone: il marchio Snapdragon è diventato un segno distintivo di una grande fetta del mercato mobile, ma negli ultimi due anni abbiamo capito che l’azienda americana non si fermerà con gli smartphone. Lentamente, Qualcomm si sta facendo notare per l’attenzione posta nel mercato PC: era la fine del 20176quando abbiamo letto per la prima volta che Windows 10, prima o poi, avrebbe funzionato anche su un chip Snapdragon.

Sono passati un bel po’ di mesi, ma i primi computer Windows basati su processori Snapdragon sono arrivati davvero: i primi convertibili 2-in-1 (Lenovo Miix 630, HP ENVY x2, ASUS NovaGO) utilizzavano lo Snapdragon 835 (lo stesso chip che muoveva smartphone come Galaxy S8 e Pixel 2, per intenderci), mentre gli ultimi arrivati (come il nuovissimo Matebook E annunciato qualche giorno fa) possono godere di Snapdragon 850, un SoC pensato in collaborazione con Microsoft e ottimizzato appositamente per Windows 10. Anche questo articolo è stato scritto interamente su un computer con Snapdragon 850: il Lenovo Yoga C630, che oggi ci è stato (ri)presentato durante un evento a Londra e che stiamo testando per la recensione.

E allora è proprio venuto il momento di iniziare a tirare le somme, perché Windows on Snapdragon non è più solo un “esperimento”, ma un progetto con delle linee ben precise. E capire quali sono queste linee, corrisponde a capire la direzione che prenderà una parte del mercato laptop.

La prima considerazione da fare è che gli Snapdragon sono basati su architettura ARM: una cosa non da poco, se pensiamo che negli ultimi anni il mercato computer è stato dominato da architettura x86. Chi mastica un po’ di informatica avrà ben presente tutte le implicazioni del caso (a partire da 32 bit / 64 bit), ma il punto è che Windows on Snapdragon traghetterà gli utenti verso un mondo dove tutte queste informazioni non saranno più importanti, perché le parole d’ordine saranno solo due: autonomia e connettività.

Ovviamente le prestazioni non verranno lasciate da parte, ovviamente chi avrà esigenze particolari preferirà sempre dei computer più robusti e che puntano meno alla portabilità, ma la realtà è che già oggi la maggior parte del mercato consumer pagherebbe a peso d’oro un computer perennemente connesso, leggero e con una batteria che non va ricaricata dopo qualche ora.

Perché utilizziamo sempre meno software dedicati e sempre più servizi in cloud. E con la diffusione del 5G la connettività diventerà in assoluto l’elemento più importante: il cloud computing rimpiazzerà la corsa ai processori più potenti, il cloud storage eliminerà la necessità di avere spazio sul disco fisico e tutto ciò che faremo passerà dalla rete.

LEGGI ANCHE: Il 5G sarà come l’elettricità: non potremo più farne a meno

Alla luce di tutto questo, è facile comprendere perché la parola d’ordine dei nuovi laptop basati su chip Snapdragon sia Always connected: ne aveva già parlato Nicola un po’ di mesi fa, ma è utile ribadire il concetto.

Nei prossimi anni potremmo assistere ad un cambio di paradigma: i portatili non saranno solo dei computer che possono essere trasportati in comodità, passando da una scrivania all’altra, ma diventeranno sempre più degli strumenti da utilizzare in ogni luogo, perché in ogni luogo potranno beneficiare di una connessione ad internet. Non è un caso che questo articolo sia stato scritto, a più riprese, in una camera d’albergo, su una panchina in un parco e, infine, in treno verso Brighton (è bello pubblicare in viaggio!). Quel che mi ha permesso di lavorare in questi contesti, in perenne mobilità, è stata l’unione di tre fattori: ottima autonomia, connessione sempre attiva (grazie alla SIM LTE fornita insieme al portatile), dimensioni e peso contenuti.

Non voglio negare che ci siano state delle rinunce: ad esempio, ho utilizzato Edge, poiché il mio browser di fiducia (Firefox) non è disponibile sul Microsoft Store e su Windows 10 S (versione ottimizzata per Snapdragon 850) non è possibile installare software al di fuori dello Store . S’intenda: è comunque possibile passare a Windows 10 Pro e utilizzare il portatile “normalmente”, ma per il momento ho preferito mantenere Windows 10 S per mantenere tutti i benefici dell’ottimizzazione: computer sempre connesso ad internet, autonomia ai massimi livelli (fino a 25 ore, secondo quanto dichiarato) e accensione istantanea. Non credo che questo potrebbe bastare per farmi scegliere Windows 10 S quotidianamente, ma non posso negare che questo approccio mi sia piaciuto parecchio.

In conclusione, credo che Windows on Snapdragon sia qui per restare e, sebbene adesso possa non essere adatto alle esigenze di tutti, avrà il tempo e l’occasione di crescere, dato che l’arrivo del 5G spalancherà la strada ai computer sempre connessi ed eliminerà parecchie barriere. La strada, insomma, è quella giusta.