Il nuovo campus Google avrà un tetto con 90mila pannelli solari

Il campus Google investe nell'energia solare per i nuovi edifici, che avranno pannelli con strutture e forma ideate per ottenere più energia.
Il nuovo campus Google avrà un tetto con 90mila pannelli solari
SmartWorld team
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Energia solare per il nuovo campus Google

Fonte: Google

Google sta per compiere un passo verso l'obiettivo prefissato di eliminare la produzione di carbonio entro il 2030. Uno dei più recenti edifici del colosso di Mountain View utilizzerà un prodotto fotovoltaico integrato nell'edificio noto come Dragonscale, che viene realizzato da SunStyle, una società europea di pannelli solari. La copertura dei tetti ricorda appunto le squame di un drago. L'azienda ha già installato questo elemento su due edifici del suo campus nella Silicon Valley: Bay View e Charleston East. Le nuove strutture in costruzione verranno dotate di ben 90mila pannelli solari. Questi si troveranno a generare una quantità di energia elettrica pari a 7 Megawatt, che corrisponde al 40% del fabbisogno totale degli edifici.

Il percorso verso l'obiettivo carbon neutral

La collocazione di questi pannelli è stata studiata e verrà realizzata in maniera tale da garantire una cattura della luce ottimale, ottenendo così, con questa forma, maggiori quantità di energia. Lo ha spiegato in un post Asim Tahir, responsabile delle energie rinnovabili. "Per raggiungere il nostro obiettivo di operare con un'energia completamente priva di carbonio entro il 2030, dobbiamo dare priorità alle fonti di energia alternative, come il solare, e massimizzare la quantità di energia solare che i nostri edifici possono catturare. Così, quando i progetti per le nostre ultime aggiunte al campus Google della Silicon Valley si sono evoluti in una grande struttura a tettoia, sapevamo che avremmo dovuto pensare oltre i tradizionali pannelli solari rettangolari per creare qualcosa che bilanciasse forma e funzione. Oggi, i due sviluppi principali che hanno questo tetto solare, Bay View e Charleston East, sono quasi completati" si legge nel post.

La struttura dei pannelli

I pannelli in questione vengono indicati come building-integrated photovoltaics (BIPV), in quanto fanno parte dell'edificio stesso, non vengono aggiunti in un secondo momento. Oltre all'aspetto del design, è la struttura dei pannelli stessi che contribuisce a questi risultati in termini di energia. Il prodotto ideato da SunStyle è in grado di trattenere maggiormente la luce se paragonato con i classici pannelli piani che sono sul mercato. Inoltre, la loro forma permette di ridurre il riflesso della luce. Le celle solari dei pannelli vengono incorporate in un strato robusto di acetato di polivinile (PVAc), che è al tempo stesso flessibile. Questo strato ha una superficie prismatica, altamente strutturata, che è capace di intrappolare i fotoni all'interno del pannello solare. La superficie dei pannelli è protetta da sei millimetri di vetro solare indurito; il retro invece viene protetto da uno strato di Tedlar (fluoruro di polivinile), che è resistente al fuoco. I bordi delle piastrelle sono sigillati in modo tale da tenere fuori l'umidità, fattore che rende superflua l'intelaiatura in alluminio sul pannello.

Gli effetti del nuovo tetto

"Questi pannelli accoppiati con le linee del tetto a padiglione ci permettono di catturare la potenza del sole da più angolazioni. A differenza di un tetto piatto, che genera un picco di potenza alla stessa ora del giorno, la nostra pelle solare a scaglia di drago genererà energia durante una quantità estesa di ore di luce. Questo limiterà il nostro contributo alla famigerata curva dell'anatra della California - che traccia la differenza tra la domanda di energia e l'energia solare disponibile durante il giorno" ha spiegato Tahir.

Dare inizio al cambiamento

I pannelli integrati nella struttura richiedono un lavoro di manifattura maggiore e, dunque, tempi più lunghi. Google ha scelto di utilizzare dei pannelli solari di dimensioni standard (0,9x1.5m) per i nuovi edifici. Questa scelta ha permesso di sfruttare i processi di produzione più diffusi, senza rallentamenti dovuti alla complessità del prodotto. In questo modo le tempistiche per ottenere il materiale e installarlo si sono ridotte. L'impegno di Google per diventare al 100% carbon neutral entro questo decennio può essere un riferimento per molte altre aziende. È ciò che si augura Tahir, che nel suo post sul blog di Google ha manifestato la speranza di essere fonte di ispirazione per progetti di innovazioni energetiche sostenibili simili e di tale portata.

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