Il piano dell'UE contro la crisi dei semiconduttori

Il piano dell'UE contro la crisi dei semiconduttori
Vincenzo Ronca
Vincenzo Ronca

Uno dei contraccolpi a lungo termine più consistenti della pandemia sul mercato tech corrisponde alla crisi dei semiconduttori, la quale imposta notevolmente sulle forniture hardware di tutte le aziende tecnologiche, senza distinzioni in termini geografici.

La Commissione Europea ha appena illustrato il suo piano per prevenire future crisi del genere. Si chiama European Chips Act e ha l'obiettivo di rendere tua Europa più indipendente dalle forniture asiatiche nel settore dei componenti hardware. Dopo la pandemia sono diversi i produttori che hanno dovuto modificare i loro piani di mercato, rinviare prodotti e addirittura modificare le schede tecniche per ovviare o minimizzare la carenza di componenti, processori soprattutto.

Il piano dell'UE consiste nel potenziare le industrie specializzate nella produzione di hardware all'interno del territorio del Vecchio Continente. Il piano dovrebbe elargire fino a 43 miliardi di euro per gli Stati membri che vorranno investire in questo senso. L'obiettivo è duale: da una parte l'Europa vuole rendersi più indipendente in vista di crisi future, dall'altra l'Europa vuole anche affermarsi maggiormente in questo settore di mercato, raddoppiando la sua quota di mercato entro il 2030.

Il progetto arriva nello stesso periodo in cui anche gli Stati Uniti hanno illustrato un piano simile, in risposta alla crisi dei semiconduttori che tuttora imperversa nel mondo.

Il piano illustrato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ora dovrà essere approvato e firmato da tutti gli Stati membri.

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