Individuato per la prima volta quello che potrebbe un pianeta di un'altra galassia

Individuato per la prima volta quello che potrebbe un pianeta di un'altra galassia
Federica Papagni
Federica Papagni

Una delle più complicate imprese che impegnano gli sforzi e gli studi degli astronomi è la ricerca di pianeti al di fuori della Via Lattea, in quanto cercare di avvistare la luce visibile di un'altra galassia attraverso un telescopio è il principale ostacolo, che potrebbe però essere superato dall'utilizzo di un modello a raggi X. Quest'ultimo renderebbe infatti più semplice la distinzione degli oggetti durante l'osservazione. 

Alcuni studiosi hanno difatti utilizzato per le loro sbirciate nel cosmo il Chandra della NASA, grazie al quale avrebbero scoperto quello che sembrerebbe il primo pianeta orbitante in un'altra galassia.

A far accendere la lampadina dell'intuizione agli astronomi sarebbe stato il calo della luminosità dei raggi X, che suggerirebbe il transito di un pianeta davanti a una stella, più nello specifico una binaria a raggi X. Queste sono considerate i luoghi perfetti da osservare, perché i raggi in questione provengono da una regione molto piccola e il transito di un corpo celeste di questo tipo sarebbe più facile da individuare. 

Il calo è strato registrato nella Galassia M51 a 28 milioni di anni luce di distanza, il quale ha oscurato il segnale per qualche ora per poi ritornare. Tra  le cause di questo blocco è stata esclusa una nube di gas o di polvere in quanto non sarebbe coerente con l'evento registrato. 

Non sono mancate anche possibili ipotesi circa le caratteristiche del pianeta, che sarebbe delle dimensioni di Saturno in orbita intorno alla sua stella.

Il giro orbitale completo dovrebbe richiedergli circa 70 anni, il che impone un limite a nuove osservazioni votate a confermare quanto qui descritto, visto che il "breve" transito non ha offerto una finestra molto ampia. 

Ciò rimane però un ottimo passo in avanti nella ricerca di nuovi pianeti, e la sua eventuale conferma rappresenterebbe un traguardo non indifferente per provare la loro esistenza.

Via: Engadget

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