Inspiration4, perché è la missione spaziale dei record

La missione Inspiration4 di SpaceX ha infranto diversi record, inaugurando una forma totalmente nuova di turismo spaziale
Inspiration4, perché è la missione spaziale dei record
SmartWorld team
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La missione Inspiration4 ha lasciato un'eredità importante per il futuro e tracciato inevitabilmente la strada a forme nuove di turismo spaziale. È stata giustamente definita come la missione dei record e lo dimostra la quantità di "prime volte" che hanno accompagnato il sorvolo filantropico della spedizione guidata dal miliardario Jared Isaacman tra il 16 e il 19 settembre scorso.

SpaceX, la compagine di proprietà di Elon Musk, è d'altronde abituata a voli spaziali in grande stile, ma la sua missione più recente ha scritto una bella pagina di storia che merita di essere raccontata, ricordata e condivisa. Inspiration4 ha innanzitutto inaugurato la prima vera forma di turismo spaziale: anziché astronauti professionisti, a bordo della capsula Crew Dragon Resilience hanno ben figurato quattro "semplici" passeggeri civili con un livello di addestramento inferiore ai 200 giorni e interamente curato da SpaceX.

Il significato di Inspiration4

Una missione epica che racconta molto di sé già dal suo nome: deve ispirare il mondo – come spiegato dallo stesso Isaacman – e orientare i futuri viaggiatori. Il quattro è invece un rafforzativo di quei record di cui s'è fatto cenno: tanti sono stati infatti i protagonisti che hanno formato l'equipaggio, ma quattro è anche il numero di missioni statunitensi con esseri umani a bordo e quattro sono le donne di colore (l'ultima in ordine cronologico è Sian Proctor, professoressa di geoscienza e due volte candidata astronauta per la NASA) ad aver valicato i confini e andare nello spazio. Quattro, infine, sono anche i principi che la missione vuole impersonare, ciascuno dei quali rispondenti a una precisa attitudine dei membri dell'equipaggio: leadership, speranza, generosità e prosperità. Una punta di sano simbolismo che ben si addice con il viaggio spaziale della navicella firmata SpaceX.

I record di Inspiration4

La missione Inspiration4 si porta dietro anche un carico di prime volte: è la prima missione spaziale civile della storia, come abbiamo già detto, ma è anche il primo viaggio compiuto a bordo del razzo Falcon9 utilizzato già per tre volte. E poi c'è la particolarità della capsula Crew Dragon in versione "Resilience", impreziosita – anche qui per la prima volta – da una speciale cupola in vetro per meglio scorgere la Terra e dunque rivisitata rispetto alla precedente missione verso la ISS.

La navicella spaziale ha intrapreso un'orbita di tre giorni intorno alla Terra, a un'altitudine orbitale di 585 km: sono bastati tre minuti per "spazzare" via i precedenti record estivi firmati da Virgin Galactic e Blue Origin, che hanno visto impegnati di recente i miliardari Richard Branson e Jeff Bezos in voli sub-orbitali di pochi minuti in condizioni di gravità zero. Di ben altra portata e complessità è stata invece la missione di SpaceX: basti pensare, ad esempio, alle difficoltà di rientro causate dall'aumento della forza d'attrito.

Inspiration4, chi sono i membri dell'equipaggio

Inspiration4 non vuole essere una prova di forza, ma ambisce a ridefinire – e lo ha già fatto – il concetto di turismo spaziale. La missione è stata guidata e finanziata dal trentottenne miliardario Jared Isaacman, co-fondatore e CEO della società finanziaria Shift4 Payments ed esperto pilota, tanto da detenere alcuni record mondiali di volo. Il suo obiettivo era raccogliere fondi per l'ospedale pediatrico St. Jude nel Tennessee per la lotta contro il cancro, offrendo l'opportunità, a chiunque avesse effettuato una semplice donazione sui social, di vincere un biglietto per lo Spazio. La scelta finale – un po' per caso, visto che il donatore inizialmente selezionato era un altro – è ricaduta su Christopher Sembroski, veterano dell'areonautica statunitense e appassionato di spazio.

Gli altri tre membri dell'equipaggio sono impersonati da Isaacman in qualità di comandante della missione, la ricordata Sian Proctor (la prima donna di colore a ricoprire il ruolo di pilota di una missione spaziale) e Hayley Arceneaux, ventinovenne assistente medico del St Jude che da giovane subì l'asportazione di alcune ossa della gamba sinistra a causa di una malattia. E qui torna il discorso delle prime volte, dal momento che Arceneaux è stata la prima persona con una protesi a viaggiare nello Spazio. Numeri alla mano, la missione è stata pagata 210 milioni di dollari, in larga parte sborsati dallo stesso Isaacman.

La missione di SpaceX ha catalizzato l'attenzione mediatica e ha ispirato la docu-serie di Netlfix intitolata "Countdown: Inspitation4".

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