Accordo Unesco su Intelligenza Artificiale ed etica, di cosa si tratta

L'Unesco ha firmato il primo accordo mondiale su intelligenza artificiale ed etica per fornire linee guida e quadro normativo di impiego della tecnologia
Accordo Unesco su Intelligenza Artificiale ed etica, di cosa si tratta
SmartWorld team
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L'intelligenza artificiale è destinata a far parte in modo sempre più incisivo delle nostre esistenze, trovando scopi e applicazioni nel mondo del lavoro, dell'istruzione, dell'assistenza, dei traporti (soltanto per citarne alcuni). Ed è per questo che l'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura ha deciso di adottare un primo testo mondiale sull'etica dell'Intelligenza Artificiale, con l'obiettivo di inquadrare la rivoluzionaria tecnologia e fornire una serie di norme generali finalizzate a regolarne utilizzo e interazione con l'essere umano.

"Le tecnologie dell'intelligenza artificiale - si legge nell'introduzione a quella che viene definita una 'raccomandazione' di 28 pagine - possono rendere grandi servizi all'umanità, e tutti i paesi possono beneficiarne, ma sollevano anche preoccupazioni etiche di fondo". La nota è stata ratificata da tutti i 193 stati membri dell'Unesco proprio per uniformare la presa di posizione e le strategie in vista di anni decisivi per lo sviluppo di questa tecnologia, ed evitare che possa in qualche modo prendere il sopravvento: "C'è la necessità - prosegue l'Unesco - di assicurare la trasparenza e la chiara comprensione del funzionamento degli algoritmi e dei dati a partire dai quali sono stati calcolati", poiché essi possono influire sui "diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, l'eguaglianza dei generi, la democrazia".

Intelligenza artificiale, regole e divieti dell’Unesco

La protezione dei dati, nel documento dell'Unesco, viene quindi messa al primo posto, insieme con il divieto della sorveglianza di massa e la definizione di priorità per il suo utilizzo, in primis sfruttare l'intelligenza artificiale per la protezione dell'ambiente.

Il testo, primo nel suo genere, definisce quindi i valori e i principi comuni che dovranno guidare la costruzione dell'infrastruttura legale necessaria per garantire uno sviluppo sano e corretto dell'intelligenza artificiale. Che non dovrà prendere il sopravvento sull'uomo, ma supportarlo e coadiuvarlo, e per assicurarsene l'Unesco ha deciso di fornire linee guida e contesto generale. L'Organizzazione ha iniziato a lavorare alla raccomandazione nel 2018, partendo proprio da "rispetto, protezione e promozione dei diritti dell'Uomo, diversità ed inclusione, promozione delle società pacifiche e dell'ambiente", e oggi il testo indica ai firmatari le azioni da intraprendere per dotarsi di strumenti legislativi che inquadrino l'utilizzo delle intelligenze artificiali e lo sorveglino "garantendo una totale sicurezza per i dati personali e sensibili".

"Abbiamo bisogno di politiche e quadri normativi internazionali e nazionali per garantire che queste tecnologie emergenti vadano a beneficio dell'intera umanità - sottolinea l'Unesco - Abbiamo bisogno di un'intelligenza artificiale centrata sull'uomo. L'intelligenza artificiale deve essere per il maggiore interesse delle persone, non il contrario. Vediamo un aumento dei pregiudizi di genere ed etnici, minacce significative alla privacy, alla dignità e all'agenzia, pericoli della sorveglianza di massa e un maggiore uso di tecnologie di intelligenza artificiale inaffidabili nelle forze dell'ordine, solo per citarne alcuni. Finora non esistevano standard universali per fornire una risposta a questi problemi".

Intelligenza artificiale, gli scenari futuri

Le preoccupazioni e i timori dell'Unesco sono legittime, tenuto conto che l'intelligenza artificiale già oggi è ampiamente integrata nella vita di tutti e tutti i giorni, in alcuni casi senza la piena consapevolezza di chi la utilizza: "È pervasiva - ha aggiunto il direttore generale dell'Unesco, Audrey Azoulay - e consente molte delle nostre routine quotidiane: prenotazione di voli, guida autonoma e personalizzazione dei nostri feed di notizie mattutine. L'intelligenza artificiale supporta anche il processo decisionale dei governi e del settore privato".

Le stime parlando di quasi 4 trilioni di dollari di valore aggiunto entro il 2022 prodotti dall'intelligenza artificiale, con la Cina a il Nord America a trainare il settore: entro il 2030 dovrebbero rappresentare il 70% dell'impatto economico globale dell'AI.

"L'Intelligenza artificiale - sottolinea l'Unesco - ha una dinamica 'il vincitore prende tutto' che deve essere regolamentata: la concentrazione dell'IA nelle mani di pochi paesi ad alto reddito probabilmente lascerà i paesi in via di sviluppo molto indietro. Questi ultimi non beneficeranno o trarranno molto poco vantaggio dalle tecnologie di intelligenza artificiale e non avranno la proprietà di tali tecnologie.

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