Cos'è l'arte nel 2022? La nostra intervista a TCL sull'importanza del virtuale

Abbiamo intervistato Kevin Chu, creatore di NEOERBA, e Tiago Abreu di TCL
Cos'è l'arte nel 2022? La nostra intervista a TCL sull'importanza del virtuale
Giorgio Palmieri
Giorgio Palmieri

Dopo aver assistito alla presentazione di NEOERBA, l'opera d'arte installata a Roseto degli Abruzzi che coniuga realtà e mondo virtuale, ci è stato concesso di scambiare due chiacchiere con alcuni dei membri che hanno lavorato al progetto ecosostenibile. Ci siamo anzitutto avvicinati a Kevin Chu, ideatore e creatore dell'opera, nonché architetto di fama internazionale, e poi abbiamo parlato con Tiago Abreu, capo dell'X-Lab Home Eco presso il Design and Innovation Center di TCL. Ne è venuta fuori una bella discussione, della quale vi proponiamo la traduzione in italiano in questo articolo.

Nella foto di copertina, a sinistra c'è Kevin Chu, a destra il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Mario Nugnes

Intervista a Kevin Chu

D: Ciao Kevin, grazie per la tua disponibilità. Perché hai scelto Roseto degli Abruzzi per ospitare NEOERBA?

R: Be', perché sono sposato con una donna abruzzese (Giulia Dibonaventura, NdR)! In realtà, a dire il vero, quando ho pensato all'installazione, abbiamo ricevuto offerte da Padova e Milano per farlo. Ecco, io però le ho rifiutate. Mi sono detto: per onorare il paese in cui vivo, perché non scegliere Roseto? Volevo dare una mano in termini di sostenibilità qui in Abruzzo!

D: Quindi non è stato uno scherzo quello sul palco, quando hai detto "Padova? Milano? No, preferisco Roseto!"

R: No, dicevo sul serio!

D: Quanto tempo hai impiegato per ideare e realizzare NEOERBA?

R: Ci ho messo 47 anni, ed io ho 47 anni. Per la realizzazione, invece, ci abbiamo impiegato 3 mesi, dal design fino al perfetto bilanciamento dei materiali. I miei collaboratori si sono davvero impegnati per fare in modo che tutto questo fosse pronto in tempo per stasera.

D: Qual è il significato della tua opera nel Metaverso?

R: Hai visto cosa si vede quando indossi il visore accanto a NEOERBA? Una faccia enorme con bastoncini conficcati nella testa. Fondamentalmente, ciò che desidero trasmettere è che noi come persone stiamo cercando di diventare più sostenibili nella nostra mente, ma siamo costretti dal consumismo delle aziende a comprare di più. Tutte le strutture aziendali riguardano il consumo. Ma forse c'è una soluzione a tutto ciò: se invece la priorità fosse quella di riciclare, e non di consumare? Ho voluto inserire questo messaggio nell'installazione digitale perché il termine "Metaverso" è ormai usato come strumento di marketing (e quindi di consumo) e non come veicolo di ulteriore immersione come invece dovrebbe essere. Il tuo telefono per me è già un Metaverso, un cyberspazio dove potersi immergere. Nella visione originale, comunque, l'opera sarebbe dovuta essere vissuta tramite occhiali a realtà aumentata, ma per questioni di tempo abbiamo riadattato il tutto su un visore a realtà virtuale, in questo caso Quest 2.

Intervista a Tiago Abreu

D: Ciao Tiago, è un piacere conoscerti! Ti farò una domanda di apertura un po' particolare: dunque, l'arte si è evoluta. Se prima vedevamo i dipinti e le sculture come opere, adesso l'arte è molto di più con l'avvento del digitale. Cos'è per te l'arte nel 2022?

R: Credo che l'arte sia una forma di esperienza creativa che ci permette di ricevere un messaggio. Quindi fondamentalmente l'arte è lì per educarci, per farci pensare, per farci riflettere, per farci osservare e comprendere il mondo da un'altra prospettiva. Di conseguenza, se oggi sperimentiamo l'arte con NEOERBA e TCLGreen, possiamo anche sperimentarla con un avatar digitale e degli occhiali AR. È tutta una nuova dimensione per l'arte!

Può essere fisica, digitale o un miscuglio tra i due, l'arte stessa si sta evolvendo, ma alla base c'è sempre il desiderio di diffondere un messaggio, far riflettere gli altri e addirittura meditare sul proprio stile di vita. Per esempio, con TCLGreen abbiamo comunicato il valore del riciclo utilizzando oltre 1.000 circuiti in disuso. Questa opera d'arte, dunque, ha raccontato una storia sul riutilizzo, spingendo le persone a trovare un modo con cui poter riciclare risorse inutilizzate.

Inoltre, la bellezza dell'arte sta nel legame emotivo. Dunque, quando hai anche l'elettronica di consumo che ti consente di creare un legame emotivo, non solo contribuisci a creare meno rifiuti, ma trovi loro un nuovo ciclo di vita.

D: Cosa possiamo fare per far capire meglio tutto il lavoro che c'è dietro un'opera digitale o virtuale al pubblico generalista?

R: Noi di TCL abbiamo stretto questa collaborazione con Kevin Chu e Warner Bros. Discovery proprio per questo, per esplorare nuovi modi di comunicare al meglio l'arte virtuale ad un pubblico generalista. TCLGreen è solo il primo passo! Comunque, per il momento il modo più facile è usare correttamente l'informazione digitale.

D: Quando pensi che l'arte di questo tipo, che coinvolga realtà e virtuale, possa diventare mainstream?

R: In un certo senso sta diventando sempre più comune giorno dopo giorno. Finora non è mainstream perché, banalmente, per poter vivere l'esperienza artistica e metafisica a 360°, è richiesto un visore VR o AR, e non tutti ne hanno uno. Il bello di queste iniziative come TCLGreen è proprio la possibilità di poter mostrare tutto questo al pubblico ed educare ai sani principi della sostenibilità sia fisica che virtuale. Nel mentre, diamo modo ai visitatori di interessarsi alla realtà virtuale e aumentata, in maniera tale che poi possano esplorare da soli. Del resto, il valore, l'obiettivo di queste nuove opere d'arte digitali è che siano per tutti, quindi il nostro obiettivo è che le esperienze in questione diventino mainstream il prima possibile.

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