Per la prima volta è stata creata una batteria a fase quantica

Giovanni Bortolan

I ricercatori di Cnr-Nano, Scuola Normale, Center-Cfm nei Paesi Baschi e Università di Salerno hanno per la prima volta messo a punto una “super batteria” che anziché generare corrente attraverso un effetto chimico lo fa sfruttando le proprietà dei materiali superconduttori con i quali essa stessa è costruita. L’esperimento, che segna un grande passo avanti rispetto le classiche pile, è stato approfondito sulla rivista Nature Nanotechnology.

L’effetto sul quale si basa il funzionamento della batteria a fase quantica è noto come effetto Josephson, il quale già da tempo era stato etichettato come possibile strada percorribile per costruire delle batterie alternative, tanto che nel 2015 Sebastian Bergeret del gruppo di fisica mesoscopica presso il Materials Physics Center-Cfm propose un sistema teorico con le proprietà necessarie per costruire tale tipo di batteria.

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Dopo anni di distanza si è finalmente riusciti ad individuare una adeguata combinazione di materiali per fabbricare la batteria, che induce supercorrenti in un circuito quantico come il voltaggio fa con le correnti di elettroni nei circuiti classici. Per caricare la batteria viene applicato un campo magnetico esterno. Inutile dire quanto questo lavoro contribuisca in maniera rilevate ai progressi tecnologici degli ultimi anni, che hanno sempre viaggiato a velocità molto alte e che proprio nel campo delle batterie trovano il loro “punto debole”. Se si dovesse trovare una continuità a questo studio potremmo presto vederne in primi benefici in ambito informatico, medico, telecomunicativo e altro.

Fonte: la Repubblica
  • Gianmarco Baldo

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