L’illuminazione di Kobo Libra H20 è meglio di quella di Kobo Forma: ecco perché (video)

Giuseppe Tripodi

Nonostante recensisca ebook reader da anni, recentemente reddit mi ha ricordato una grande verità: non puoi mai sapere tutto su un argomento e, in giro per internet, ci sarà sempre qualcuno che solleverà questioni alle quali non avevi pensato. Mi è succsso di recente: un utente mi ha contattato su reddit dopo aver letto la mia recensione del Kobo Libra H20, chiedendomi delucidazioni sul sistema di illuminazione e, in particolare, se utilizzasse la tecnologia PWM come il precedente Kobo Forma.

Dopo aver chiacchierato un po’ con lui, ho letto a lungo online per approfondire la questione, che riassumo rapidamente di seguito (mi perdonerete le doverose semplificazioni).

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Per regolare l’intensità della luce di un display, è possibile utilizzare due metodi, di cui uno “analogico” e l’altro “digitale”. Il modo “analogico” di regolare la luce è fornre una tensione elettrica variabile: se voglio un’illuminazione al 60%, fornisco il  60% dell’energia possibile.

Al contrario, la regolazione “digitale” dell’illuminazione si basa sulla Pulse-width modulation (PWM): si tratta di una tecnologia ampiamente utilizzata per gestire l’illuminazione dei display, perché più economica e più semplice da implementare. In questo caso, le luci non hanno realmente un’intensità variabile, ma possono essere solo accese o spente.

Per simulare una variazione di intensità, i sensori accendono e spengono i LED molto rapidamente, in modo (teoricamente) invisibile all’occhio umano: se voglio un’illuminazione del 60%, i LED saranno accesi per il 60% del tempo e spenti per il restante 40%. Questo avviene a frequenze talmente elevate (solitamente superiori 400 Hz), che l’occhio umano non è in grado di percepire questo processo di accensione/spegnimento, e vede semplicemente una luce più o meno intensa.

Tuttavia, alcune persone sono particolarmente sensibili a questo tipo di variazione della luce e possono accusare un affaticamento della vista, anche se la frequenza di aggiornamento della luce è molto alta. Inoltre, studi specifici sull’argomento dimostrano che display con una frequenza di refresh inferiore a 400 Hz (ormai piuttosto rari, a dire il vero) possono causare mal di testa dopo lunghi utilizzi.

Il Kobo Forma utilizza proprio un sistema di illuminazione basato su PWM: nonostante personalmente non abbia mai notato alcun fastidio durante la recensione, online molte persone si sono lamentate di questa tecnologia, che è facilmente riscontrabile con un video in slow motion. Riprendendo il display dello schermo a 240 FPS (anche con uno smartphone) è possibile notare una sorta di flickering (sfarfallio) del display, e YouTube è pieno di filmati che lo mostrano, come questo qui sotto (purtroppo non ho potuto filmare personalmente il Kobo Forma, non avendone un sample a disposizione).

Al contrario, sembra proprio che il Kobo Libra H2O non utilizzi un sistema di illuminazione basato su PWM, come si può notare dal video sample qui sotto, registrato con la funzione slow motion di iPhone a 240 FPS.

Precisiamo che non è affatto detto che l’illuminazione di Kobo Forma dia fastidio agli occhi (io non l’avevo neanche notato), ma anche questo dettaglio è da tener presente nel caso in cui vogliate acquistare un nuovo ebook reader.

  • Patrash Cannigan

    Complimenti per l’articolo. Finalmente capisco bene questa questione. Grazie.