L’importanza della tecnologia in tempo d’emergenza: una famiglia italiana su tre non ha PC o tablet, peggio al Sud

Vincenzo Ronca L'indagine dell'Istat illustra l'attuale situazione tecnologico delle famiglie italiane, le abitudini di lettura dei ragazzi e le condizioni di sovraffollamento in famiglia.

L’Istat ha condotto un’interessante indagine per chiarire lo stato “tecnologico” delle famiglie italiane, l’approccio alla lettura dei ragazzi e le condizioni di vita nei nuclei familiari in termini di sovraffollamento. Ne esce un quadro che sicuramente può migliorare, soprattutto considerando un periodo in cui la tecnologia diventa fondamentale per accedere all’istruzione e alla cultura.

Tutti i numeri presentati dall’indagine Istat fanno riferimento al periodo 2018-2019 e si basano su interviste. Tra i dati più importanti troviamo la percentuale di famiglie italiane che possiede uno o più PC e tablet: il 33,8% non possiede alcun PC o tablet, il 47% ne possiede uno e il 18,6% ne possiede più di uno. Le famiglie che non possiedono alcuno di questi dispositivi si riduce al 14% se si considerano le famiglie con almeno un figlio minorenne. La quota scende ancora (8%) considerando le famiglie con almeno un laureato.

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Due terzi delle famiglie di soli anziani non possiede alcun PC o tablet. Considerando la fascia d’età tra 6 e 17 anni, più della metà dei ragazzi deve condividere il PC con la famiglia, nonostante il 96% di coloro che sono in età scolastica vive in famiglie in cui è presente almeno un dispositivo. Quasi un milione di ragazzi in questa fascia d’età non possiede un PC o tablet in casa, quota che si allarga al Sud. In termini di conoscenze digitali, i due terzi dei ragazzi le possiede ad un livello basso o di base, e circa il 3% non le possiede affatto.

La metà dei ragazzi tra 6 e 17 anni legge almeno un libro all’anno, il 46% ne legge fino a 3 e il 12% rientra nella categoria dei lettori forti (almeno 12 libri letti all’anno). Anche in questo ambito esiste un divario in termini geografici, il 60% dei ragazzi residenti al Nord ha dichiarato di leggere libri, la percentuale scende al 40% per i ragazzi che risiedono al Sud.

Il disagio abitativo gioco un ruolo fondamentale nell’accesso alla cultura e all’istruzione, l’8% dei minori vive in condizioni di sovraffollamento o con danni strutturali all’abitazione, la percentuale scende al 7% per coloro di età compresa tra 18 e 24 anni.

Via: La Repubblica
  • Rudi Rudi

    Si sa che il sud non hanno un caxxx di soldi , il sud sarebbe come l’America del sud e noi il nord america ,. Odio i terún .. orgoglioso di essere di milano…

    • Den

      Bella chiavica, vergognati.. continuate a cantare dai balconi per gente come lui

  • Alex

    Dopo 1 mese di scuola chiusa, ci sono quasi ovunque famiglie che hanno il coraggio di lamentarsi perché senza il PC i figli non riescono a seguire bene le lezioni in remoto e incolpano agli altri che procedono con un altro passo e chiedono alla scuola, possibilmente, di fare di più, per il bene dei figli. Qualcuno gli ha fatto notare che se gli altri il PC lo hanno è perché si sono organizzati e se lo sono comprato, mica gli è stato donato dal cielo. Il problema non è il computer, ma la cronica ignoranza di molti nell’essere convinti che le proprie responsabilità siano scaricabili sempre sugli altri. La povertà non c’entra. Con quello che buttano in scarpe firmate e simili scemenze, potrebbero cambiare PC ogni 6 mesi. Oltre a compromettere la sana crescita dei loro figli, questi sono sempre anche un freno per tutti, perché in un modo o nell’altro, fanno perdere tempo anche agli altri con la loro ottusità. Nel caso degli anziani, invece, non mi stupisce che la tecnologia sia assente nelle loro case, considerando che sono per lo più teledipendenti e sconnessi dalla realtà.